12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
diagnostica preventiva

A rischio demenza? Si scopre con un esame del sangue

Identificato un nuovo biomarcatore in grado di predire il rischio di sviluppare la demenza, anche a lungo termine. Con un semplice esame è possibile prevedere se si rischia un serio declino cognitivo

COPENHAGEN – Sapere se si è a rischio demenza potrebbe finalmente essere una realtà: l’Università di Copenhagen, infatti, è riuscita a identificare un nuovo biomarker identificabile attraverso un semplice esame del sangue. Tutto ciò può avere importanti e positive implicazioni sulla salute, conoscendo il rischio si può subito passare a terapie preventive.

DEMENZA IN AUMENTO – Il problema demenza è in costante aumento e solo oggi si contano oltre 35 milioni di persone affette da tale disturbo. Ecco perché vi è un’estrema necessità di trovare al più presto una soluzione che possa davvero fare la differenza. E l’unico metodo davvero efficace in questi casi è sempre la prevenzione.

COME PER TUTTE LE ALTRE MALATTIE – Fino a ieri la demenza era l’unica patologia che non disponeva di un esame specifico. Al contrario, le malattie cardiovascolari seguono delle linee guida. Per esempio, il livello alto di colesterolo nel sangue indica un possibile rischio di malfunzionamento cardiaco. Allo stesso modo, gli scienziati dell’Università di Copenhagen in collaborazione con il Rigshopitalet e l’Herlev Hospital hanno identificato tutto ciò in un marcatore rintracciabile attraverso un semplice esame del sangue.

VALUTAZIONE ESTREMAMENTE PRECISA - «Il test del sangue contribuirà a fornire una valutazione più precisa del rischio che una persona può avere di sviluppare la demenza in futuro. Così i cittadini a maggior rischio di sviluppare la malattia sono più facilmente identificabili rispetto a oggi», spiega Ruth Frikke-Schmidt, prof.ssa di clinica e ricerca presso la Facoltà di Salute e Scienze Mediche dell’Università di Copenhagen. Il test dovrà essere sottoposto a ulteriori verifiche, dopo di che potrà essere utilizzato nella pratica clinica. «Il test del sangue permetterà una migliore e più mirata prevenzione, rimandando così l’insorgenza della malattia e aumentando la qualità della vita», aggiunge Frikke-Schmidt.

POSSIBILI NUOVI FARMACI – Dallo studio condotto su oltre 70mila persone si è potuto constatare che un basso livello di apolipoproteina aumenta il rischio di sviluppare demenza in futuro. Secondo i ricercatori, le placche β-amiloide che consistono in un composto viscoso non sono efficacemente rimosse proprio a causa di bassi livelli di tale sostanza. «Nel corso del tempo, questa maggiore conoscenza biologica sulla demenza può costituire un punto di partenza per lo sviluppo di nuovi farmaci», conclude Ruth Frikke-Schmidt. Lo studio è stato pubblicato su Annals of Neurology.