24 giugno 2024
Aggiornato 09:00
Pediatria & Farmaci

«Il bambino non è un adulto»

E' questo uno dei messaggi della campagna comunicativa per un uso consapevole dei farmaci in gravidanza e nei bambini, presentata oggi dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e dal presidente e dal direttore generale dell'Agenzia italiana del farmaco, Aifa, rispettivamente Sergio Pecorelli e Luca Pani.

ROMA - «Il bambino non è un adulto». E' questo uno dei messaggi della campagna comunicativa per un uso consapevole dei farmaci in gravidanza e nei bambini, presentata oggi dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e dal presidente e dal direttore generale dell'Agenzia italiana del farmaco, Aifa, rispettivamente Sergio Pecorelli e Luca Pani.

«L'uso dei farmaci dovrebbe essere sempre consapevole per definizione», ha sottolineato il titolare del dicastero sottolineando che i «progetti che abbiamo presentato sono importanti perché vanno a toccare due ambiti che mi stanno particolarmente a cuore: la gravidanza e l'infanzia. Grazie ai nuovi strumenti informativi realizzati dall'Aifa, le mamme avranno a disposizione delle risorse, approvate e validate dalla comunità scientifica, per scegliere le opzioni terapeutiche più appropriate per sé e per i propri bambini». La necesssità di una campagna comunicativa mirata nasce anche dal fatto che «circa il 50% dei medicinali impiegati nei bambini, percentuale che può arrivare fino al 70% se si considerano anche i farmaci ospedalieri, non è appositamente studiato per la popolazione pediatrica», come ha ricordato Pecorelli.

Per superare questo «gap» informativo e supportare il medico nella prescrizione di farmaci nel periodo della gravidanza è stata condotta, negli ultimi due anni e mezzo, con la collaborazione delle Università di Padova, Siena e Ancona una revisione della letteratura e degli ultimi studi disponibili e sono state realizzate delle schede informative sulle possibilità di cura presenti, ordinate secondo il profilo beneficio-rischio maggiormente favorevole, per le patologie che più frequentemente si verificano in gravidanza, per le malattie croniche o presenti al momento del concepimento. Tutte le schede sono disponibili sul sito appositamente realizzato www.farmaciegravidanza.gov.it e sono aggiornate tempestivamente.

«Queste due iniziative hanno una specificità che le rende uniche», ha aggiunto Pecorelli «perché sono frutto di un lavoro di revisione della letteratura scientifica che ha permesso di fare il punto sullo stato dell'arte delle conoscenze disponibili nei due campi e di metterle a disposizione del pubblico. Con un semplice click chiunque potrà accedere a una miniera di informazioni utili compilate da un gruppo di lavoro costituito da alcuni tra i maggiori esperti del nostro Paese, in un'iniziativa al momento unica nel suo genere in Europa». «Gravidanza e pediatria», ha sottolineato Pani, «sono due categorie fondamentali nella storia stessa della farmacologia e dello sviluppo della Scienza Regolatoria. Le Agenzie come l'Aifa sono nate, sul modello della Food and Drug Administration americana, proprio in seguito allo scandalo del talidomide, un farmaco che si scoprì essere all'origine di gravi malformazioni fetali. Per questo, oggi come allora, è necessario continuare a fare informazione scientifica su questi temi e promuovere messaggi che possano far nascere una diversa cultura del farmaco, un approccio più consapevole al loro utilizzo più appropriato e in sicurezza».

Tra gli strumenti della campagna «Farmaci e gravidanza», anche l'opuscolo «Per TE e per ME, Mamma», una «Guida al corretto uso dei farmaci in gravidanza» che descrive le 31 patologie più comuni legate alla gravidanza e le terapie farmacologiche più appropriate e sarà distribuito con alcuni dei settimanali femminili a maggior tiratura.