15 ottobre 2021
Aggiornato 22:30
Dieta mediterranea e agriturismo

Agriturist: «In prima linea per valorizzare il modello alimentare nostrano»

Entro metà agosto la domanda di riconoscimento Unesco

«Le preoccupazioni Espresse dalla Fao sui cambiamenti dei consumi alimentari dei popoli mediterranei, e sulle conseguenze che comporta, sono anche le nostre. Più della metà della popolazione italiana è in sovrappeso». Lo sottolinea Agriturist (l’associazione agrituristica di Confagricoltura), che rimarca l’impegno degli agriturismi per valorizzare le tradizioni alimentari nostrane ed i «sapori dei campi» a fondamento della Dieta Mediterranea.

«L’agriturismo, con la ristorazione basata su prodotti dell’azienda agricola ospitante o tipici del territorio, e con la connessa attività di vendita diretta del prodotto, offre al pubblico - sottolinea il presidente di Agriturist Vittoria Brancaccio - una straordinaria opportunità per conoscere la Dieta Mediterranea e per beneficiare delle sue qualità salutari, già riconosciute dalla FAO e dalla Organizzazione Mondiale della Sanità».

«I nostri prodotti agricoli - prosegue Brancaccio - sostenendo il consumo di pasti con bassa presenza di grassi animali, largo impiego di olio extravergine di oliva, giusto equilibrio e diversificazione delle proteine, ricchezza di legumi, ortaggi e frutta, trarranno certamente beneficio, sui mercati mondiali, da una più diffusa conoscenza della Dieta Mediterranea, alla quale si deve la longevità delle popolazioni anche per effetto di una più bassa incidenza dell’obesità».

In tale ottica Agriturist e Confagricoltura esprimono soddisfazione per l’iniziativa, che giunge a compimento, nei confronti dell’Unesco. Entro il 14 agosto l’Italia presenterà all’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, il dossier riguardante la domanda di riconoscimento della Dieta Mediterranea come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, nel quadro della Convenzione approvata a Parigi il 17 ottobre 2003, alla quale l’Italia ha aderito il 30 ottobre 2007.

La Convenzione - ricorda Agriturist - sviluppa un progetto avviato nel 1999 con il programma «Capolavori del patrimonio orale e immateriale dell’umanità» e si affianca alla Convenzione per la Tutela del Patrimonio Culturale e Naturale Mondiale (patrimonio materiale) approvata il 16 novembre 1972, nell’ambito della quale l’Italia ha già ottenuto il riconoscimento di 41 siti.

Agriturist fa presente che la richiesta di riconoscimento Unesco della Dieta Mediterranea era stata annunciata, nello scorso aprile, dall’allora ministro delle Politiche agricole, Paolo De Castro, insieme con il ministro dell’Agricoltura spagnolo, signora Elena Espinosa e giunge ora alla sua formalizzazione. La decisione dell’Unesco è attesa entro il 15 maggio 2009. La domanda sarà sostenuta, oltre che da Italia e Spagna, anche da Grecia e Marocco.

L’Italia ha già ottenuto dall’Unesco il riconoscimento di due espressioni del patrimonio culturale immateriale dell’umanità: l’Opera dei Pupi Siciliani e il Canto a tenores dei pastori del centro della Sardegna.