12 aprile 2021
Aggiornato 23:30
Centrodestra

Francesco Storace dice addio a Giorgia Meloni: «Non la capisco più, Salvini protagonista in questo Governo»

Lo storico esponente della Destra dice addio a Fratelli d'Italia: «I voti servono per governare. Sta giocando a dare più fastidio alla destra che alla sinistra»

Francesco Storace
Francesco Storace ANSA

Francesco Storace dice addio a Fratelli d'Italia, criticando il mancato appoggio al governo Draghi e invece sottolineando come la scelta di Matteo Salvini di entrare in maggioranza abbia ridato «centralità» alla Lega: «Se ti senti un peso, la famiglia la lasci, senza polemiche, forse con un po' di delusione, ma comunque senza rancori».

Per lo storico esponente della destra, Draghi «sta facendo cose che piacciono a noi di destra: ha rivoluzionato il Cts, ha cacciato Arcuri, ha riformato la Protezione civile, ora rottamerà le cartelle esattoriali al di sotto dei cinque mila euro... È in totale discontinuità con la sinistra. Draghi è Draghi. Ma la destra non può che stare con lui», dice in un colloquio con il Foglio. «Non voglio polemizzare, ma non capisco più cosa fa la Meloni. È il leader di una forza che prende il 15 o il 20 per cento. E i voti si raccolgono per governare. Poi lei dice 'mai con i 5 stelle', e intanto oggi s'è presa tre grillini nel gruppo di Fratelli d'Italia. Boh. Sta giocando a dare più fastidio alla destra che alla sinistra. Io è alla sinistra nel pallone che romperei i coglioni», spiega ancora.

Di contro Storace sostiene che «Salvini è un protagonista in questo governo. Basta osservare la scena. Il Pd è stralunato, non sa nemmeno dove si trova. I Cinque stelle sembrano l'aereo più pazzo del mondo. La Lega può dare al popolo di destra ciò di cui il popolo di destra ha bisogno: una grande forza di governo». Storace sottolinea ancora: «Con Draghi, Salvini è tornato centrale. Prima aveva i voti ma era periferico». Da FdI «sono stato escluso. Non mi veniva nemmeno consentito di dire che secondo me stavano sbagliando. E non solo su Draghi».

FdI: «Non è campagna acquisti, abbiamo forte capacità attrattiva»

L'adesione ufficiale a Fratelli d'Italia di parlamentari ex M5S - la senatrice Tiziana Drago e i deputati Massimiliano De Toma e Rachele Silvestri - «non è una campagna acquisti da parte del partito. E' solo dare disponibilità a quei parlamentari che come noi non hanno creduto in questo governo. Una reazione che si sta vedendo ovunque e che manifesta l'auspicio di tornare al voto». Lo ha detto il capogruppo alla Camera di FdI nel corso della conferenza stampa per dare l'annuncio (con loro presenti) dell'arrivo dei tre parlamentari grillini.

Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione del partito, ha chiarito che le adesioni hanno «profili per noi compatibili. Noi siamo opposizione e da parte loro è una evidente scelta di condivisione, con proposte in linea con FdI».

Per il capogruppo al Senato Luca Ciriani con Drago, De Toma e Silvestri «diamo voce ai territori. Abbiamo una capacità attrattiva, siamo forza di opposizione e questo non ci penalizza ma ci fa crescere».

La senatrice Tiziana Drago ha spiegato che «l'adesione a FdI nasce da temi sui quali mi sono impegnata in questi anni. Io voglio una opposizione dialogante, intelligente sui temi che vengono proposti. A partire dal Pnrr per arrivare alla scuola».

Il deputato Massimiliano De Toma ha rilevato come questa sia «una decisione maturata nel tempo: siamo usciti dai 5 stelle prima della pandemia. La scelta fatta dal Conte due e tutti i suoi decreti nei confronti delle imprese non mi hanno convinto: le difficoltà sono emerse sempre di più e mi hanno spinto a non dare la fiducia al governo Conte 3». Anche da parte di Draghi comunque, ha aggiunto De Toma, «non ho visto grandi cambiamenti per quelle imprese che non hanno ricevuto risorse adeguate».

Infine Rachele Silvestri ha sottolineato: «I valori di FdI sono coerenti con i miei valori». Con Fratelli d'Italia «ho condiviso tante battaglie e sono felice di poter contribuire a portare la voce di territori dimenticati, come quelli devastati dai terremoti. E poi c'è l'ambiente, altro valore importante».