28 febbraio 2020
Aggiornato 03:00
Centrodestra

Giorgia Meloni: «Sono cattolica ma non sempre condivido le posizioni di Papa Bergoglio»

Il Presidente di Fratelli d'Italia: «Non ho mai amato i politici che fanno quello che dice la Chiesa perché lo dice la Chiesa. Referente di Trump? Io lavoro solo per il popolo italiano»

Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia
Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia ANSA

ROMA - «Io faccio politica, non faccio il cardinale. Alcune volte non ho condiviso le posizioni di Papa Bergoglio. Sono credente e ascolto le parole di sua Santità, ma sul piano della politica non sempre le condivido. Quando è accaduto l'ho detto. Non ho mai amato i politici che fanno quello che dice la Chiesa perché lo dice la Chiesa». Lo ha affermato la leader di Fratelli D'Italia, Giorgia Meloni, a margine della conferenza dei conservatori in corso a Roma. «Ad esempio non ho condiviso quando l'elemosiniere del Papa è andato a riattaccare l'elettricità a un centro sociale che organizza rave a Roma facendoci sopra i soldi - ha detto - perché penso che avrebbe più senso aiutare il bambino attaccato a delle macchine che lo tenevano in vita contro il parere dei suoi genitori».

Non sono referente per l'Amministrazione Trump

«Sono felice di andare al Congresso americano, mi hanno invitato e potremo scambiarci i punti di vista. Ma non voglio essere il referente per l'amministrazione Trump. Io sono il referente del popolo italiano. Possiamo cooperare ma io lavoro solo per il popolo italiano». Lo ha sottolineato la presidente di Fratelli d'Italia rispondendo alla domanda di un giornalista americano sul significato della sua visita a Washington e sul rapporto con Salvini ha precisato «non ci sono derby tra noi e la Lega. Si tratta di costruzioni giornalistiche. Poi abbiamo le nostre questioni da chiarire, le Regionali, ma - ha aggiunto - non c'è la volontà di superarci l'un l'altro. Dobbiamo crescere tutti al di fuori della coalizione e ognuno fa il suo».

Se Orban lascia Ppe approdo naturale con conservatori

La leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, non ha parlato con il presidente ungherese e leader del partito conservatore Fidesz, Viktor Orban, della eventuale adesione di Fidesz al gruppo dei conservatori. «Nell'incontro che abbiamo avuto non ne abbiamo parlato - ha detto Meloni, a margine della Conferenza del conservatorismo nazionale che prende il via stasera a Roma -. Certo, se domani Fidesz dovesse lasciare il Ppe, credo che l'approdo naturale sia con i conservatori».

Urso: «Gualtieri altera equilibrio e par condicio»

«Il presidente Conte valuti di assumere l'interim del ministero dell'Economia, almeno per l'intera durata della campagna elettorale in cui sarà impegnato il ministro Gualtieri». E' quanto chiede in un'interrogazione il senatore di Fratelli d'Italia, Adolfo Urso, al presidente del Consiglio sollevando dubbi in «merito alle finalità degli atti che il Ministero è chiamato ad assumere, e al mancato rispetto della par condicio».

Sotto accusa per il senatore di FdI la decisione del centrosinistra di candidare il ministro dell'Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, per le suppletive del collegio uninominale Roma I della Camera. Una circostanza che secondo Urso «rischia di alterare la competizione elettorale, creando seri squilibri in termini di competitività, concorrenza, parità di accesso e di condizioni rispetto agli altri candidati». Preoccupazioni legate sia al fatto che «nelle prossime settimane il governo dovrà procedere ad oltre 400 nomine», e sia perchè il ministro dell'Economia e delle Finanze per il ruolo che svolge sarà «oggetto di presenza costante e rilevante in Parlamento e sui mezzi di comunicazione, tali da violare le norme basilari in materia di par condicio rispetto agli altri candidati».

L'interim a Conte

«Senza dimenticare - conclude il senatore Urso - che per il sindaco candidato nel collegio del suo Comune o del capo di Gabinetto dello stesso Ministero, la legge non a caso prevede espressamente le dimissioni prima della accettazione della candidatura. Figure che senza dubbio hanno un ruolo meno incisivo ed importante di quello del ministro». Da qui la richiesta del parlamentare di FdI di sospendere dall'incarico di ministro Roberto Gualtieri per la durata della campagna elettorale, affidando al presidente Conte l'interim dell'Economia.