20 agosto 2019
Aggiornato 03:30

Giorgia Meloni: «Bisogna andare a votare a settembre o rischiamo un Governo tecnico»

La leader di Fratelli d'Italia: «Tutti gli scenari che non vedono il governo cadere in questi giorni sono preoccupanti, ecco perché continuo a dire che secondo me bisognerebbe andare a votare a settembre»

Giorgia Meloni, Presidente di Fratelli d'Italia
Giorgia Meloni, Presidente di Fratelli d'Italia ANSA

ROMA - «Esistono vari scenari, o la tenuta di questo governo, ed è uno scenario che non mi tranquillizza, o un Governo 5 Stelle-Pd, come dimostrano alcuni amorosi sensi di queste ore. L'altro scenario è addirittura un governo tecnico modello patto del Nazareno allargato ai grillini sulla base di quanto abbiamo visto in Europa per la votazione di Ursula Von der Leyen. Uno scenario ancora più atroce. Tutti gli scenari che non vedono il governo cadere in questi giorni sono preoccupanti, ecco perché continuo a dire che secondo me bisognerebbe andare a votare a settembre». Lo sostiene Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, intervistata da Maria Latella e Oscar Giannino a 24Mattino su Radio 24.

«Tav? Da Conte gioco delle tre carte»

«Le parole di Conte sul Tav sono un gioco delle tre carte: il Presidente del Consiglio dice che si deve fare e che a decidere deve essere il Parlamento. E visto che in Parlamento c'è tendenzialmente una maggioranza favorevole al Tav, il movimento cinque stelle può salvare la faccia dicendo che ha votato contro. Insomma è sempre il solito gioco di comunicazione che fa il M5S, che in queste ore cerca di non creare fibrillazioni perché c'è ancora una possibilità di andare a votare. Questa ipotesi non li appassiona: sanno bene che se il Governo non dovesse tenere, le elezioni immediate sarebbero la strada e non gli converrebbero».

Belloni commissario? No a un'altra Mogherini

«Conosco bene Elisabetta Belloni e la ritengo una persona estremamente capace, ma il punto centrale è cosa andrebbe a fare in Europa. Se l'obiettivo è quello di avere un'altra Mogherini e dunque il capo della politica estera in una Europa che non ha una politica estera, io non sono d'accordo. Poiché in Europa per l'Italia io voglio un portafoglio economico, una persona che vada a difendere le nostre imprese, il prodotto italiano, i nostri interessi e che sappia costruire un'Europa nella quale non ci siano figli e figliastri, non credo che il profilo della Belloni sia il profilo giusto pur avendo un grande rispetto per la personalità».

Bankitalia? Grillini contro nazionalizzazione

«Ieri alla Camera è iniziata la discussione generale sulla proposta di legge di Fratelli d'Italia per nazionalizzare la Banca d'Italia. Alla fine i Cinquestelle hanno deciso di votare contro e la relatrice M5S ha chiesto all'Aula di respingere la proposta. Sono ormai lontani i tempi delle battaglie contro la svendita della nostra Banca centrale, lontanissimi quelli delle battaglie contro i poteri forti. Anche per i poveri grillini vale la massima di Rino Gaetano: 'Partono tutti incendiari e fieri ma quando arrivano sono tutti pompieri'. Fratelli d'Italia è rimasto invece l'unico partito coerente su questi temi e continuerà la sua battaglia. A Grillo, Di Maio e Di Battista dedico questa canzone di Rino Gaetano».