19 luglio 2019
Aggiornato 03:00

Regionali Abruzzo: il primo test per il Governo incorona la Lega, M5s dimezzato

Il leader leghista, Matteo Salvini rassicura la maggioranza: «Nessuna conseguenza per l'Esecutivo». Esulta Berlusconi: «Centrodestra maggioranza naturale»

Regionali Abruzzo: il primo test per il Governo incorona la Lega, M5s dimezzato
Regionali Abruzzo: il primo test per il Governo incorona la Lega, M5s dimezzato ANSA

ROMA - «Una vittoria clamorosa ma non cambia nulla a livello di governo. Avanti con il lavoro. Abbiamo tanti impegni da mantenere». Arriva a notte fonda, in un messaggino inviato al direttore del TgLa7 Enrico Mentana e letto in diretta durante la sua maratona, il primo atteso commento di Matteo Salvini ai risultati delle elezioni in Abruzzo che hanno incoronato il candidato del centrodestra unito, l'esponente di Fratelli d'Italia, Marco Marsilio, governatore della Regione e visto l'exploit della Lega che sfonda il 27%. «Grazie Abruzzo! Grazie Italia. Più forti degli attacchi, delle bugie e delle polemiche: da domani al lavoro», esulta sui social il vicepremier leghista indossando una felpa con la scritta Abruzzo.

Salvini rassicura la maggioranza

Il ministro dell'Interno, che alle 11.30, incontrerà i giornalisti alla Camera, rassicura sulle sorti dell'esecutivo nazionale ma la doccia fredda per l'alleato di governo è pesante: M5s, intorno al 20% a spoglio ancora in corso, arriva terzo dimezzando i suoi consensi rispetto alle elezioni Politiche e cala anche in confronto alle Regionali del 2014 a fronte invece del pieno di voti del Carroccio, sia rispetto al 2013 quando si fermò al 4% sia rispetto allo scorso anno dove in Abruzzo raccolse il 13,8%. Alle elezioni regionali del 2014 invece neanche si presentò. Il capo politico pentastellato, che si è speso in prima persona nella campagna elettorale abruzzese, ancora non commenta e le uniche dichiarazioni finora sono quelle della candidata Sara Marcozzi che nega la debacle.

Berlusconi esulta, critico Toti

«L'Abruzzo lo ha confermato ancora una volta, il centro-destra è la maggioranza naturale fra gli elettori», esulta il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, felice anche perché il risultato ottimo della Lega non è avvenuto, a una prima analisi dei risultati, a scapito di Fi né di Fdi. Non la pensa così Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, super critico rispetto all'attuale gestione del partito: «Dopo il Trentino, arriva l'Abruzzo. Il centro-destra è in ottima salute: la Lega vola, Fratelli d'Italia cresce, cresce persino l'Udc, Forza Italia cala ancora e perde circa altri 5 punti dalle elezioni di un anno fa. Ma guai a chi dice qualcosa, guai a chi pensa di cambiare qualcosa. La decrescita felice non è più programma del Cinque Stelle, è il programma della nostra classe dirigente. C'è qualcuno che ha voglia di fare qualcosa e mettersi in gioco, oppure dobbiamo scomparire per salvare ancora per qualche mese la poltrona dei nostri dirigenti? Sveglia!!!».

Martina: L'unica alternativa alla Destra

Il centrosinistra con il candidato Giovanni Legnini arriva secondo con il 30% circa. Il Pd, dopo lo spoglio di 1.510 sezioni su 1.633, è all'11%. Un risultato lontano dal 25% delle elezioni regionali del 2014 che incoronarono Luciano D'Alfonso presidente e inferiore anche rispetto alle Politiche, ma la lettura di Legnini, che ha condotto una campagna da candidato civico, con una propria lista, senza il simbolo dem, è che la formula della coalizione allargata funziona. La pensa così anche il candidato alla segreteria Maurizio Martina: «Siamo l'unica alternativa alla destra. La propaganda 5 Stelle sbatte contro la realtà. Un nuovo centrosinistra aperto al civismo è la strada da percorrere per tornare a vincere», commenta su twitter. Anche il responsabile enti locali dem Matteo Ricci tace sul risultato del Pd e preferisce esaltare la coalizione: «Il centrosinistra riparte da un +12% rispetto alle politiche grazie a Giovanni Legnini. Il Pd è a disposizione di un nuovo centrosinistra. Alle primarie del Pd ora serve una bella partecipazione e una leadership forte».

Calenda: Serve qualcosa di nuovo

Ma è ancora una volta Carlo Calenda ad approfittarne per sostenere che tocca lasciarsi tutto alle spalle e costruire qualcosa di nuovo: «Troppi distinguo e perdite di tempo. Inizio a pensare che forse va davvero costruito qualcosa di nuovo lasciando il vecchio centro sinistra e cespugli vari al loro destino. Legnini ha fatto un grande lavoro. E se posso dire dimostra che ci vuole un fronte che vada oltre il PD. Perché un risultato così alle europee cambierebbe radicalmente e positivamente lo scenario politico italiano».