22 settembre 2021
Aggiornato 10:00
L'intervista

Damiano: «Sulla gestione del Covid parte l'esposto alla Guardia di Finanza»

Lorenzo Damiano, presidente dell'associazione Pescatori di pace, racconta al DiariodelWeb.it i documenti che ha raccolto per chiedere chiarezza sulla pandemia

Damiano: «Sulla gestione del Covid parte l'esposto alla Guardia di Finanza»
Damiano: «Sulla gestione del Covid parte l'esposto alla Guardia di Finanza» Pixabay

C'è qualcosa che non torna nella gestione della pandemia da coronavirus. Anzi, circolano dei documenti addirittura inquietanti. Che Lorenzo Damiano, presidente dell'associazione Pescatori di pace, ha raccolto, verificato e fatto oggetto di un esposto presentato alla Guardia di Finanza di Treviso. Di cosa si tratta lo spiega lo stesso Damiano, che si concentra in particolare sulla sua Regione, il Veneto, ai microfoni del DiariodelWeb.it.

Lorenzo Damiano, quali sono state le motivazioni del suo gesto?
Intanto ci tengo a sottolineare che, appunto, si tratta di un esposto: non di una querela, né di una denuncia. La mia intenzione non è quella di attaccare le istituzioni, ma di segnalare delle incongruenze a chi di dovere. Se le autorità lo riterranno opportuno, procederanno; altrimenti comincerei a preoccuparmi veramente. Anche perché il mio esposto, che ho depositato alla Guardia di finanza e al Tribunale, ha avuto anche un seguito: via email sono stato informato che altre 752 persone lo hanno ripresentato, tale e quale, in tutta Italia.

E qual è il contenuto dell'esposto?
Contiene tre video, che girano da tempo, anche se in alcuni casi sono stati fatti sparire. Noi li abbiamo recuperati, in versione originale, corredati di fonti tecniche, che hanno consentito alla Gdf di verificarli e autenticarli. Il primo è una dichiarazione del professor Palù, un bravissimo scienziato, durante una diretta dalla sala della Protezione civile insieme al presidente Zaia. Lui dichiara che questa pandemia è in effetti un'influenza, che avrà una durata di un anno e poi sparirà, come è accaduto anche ad un virus letale come l'ebola. E inoltre mette in discussione l'affidabilità dei tamponi.

Il secondo video?
Ritrae il governatore Zaia, che ha tutta la mia stima. In sintesi lui dichiara che tutte le persone decedute, per qualsiasi malattia, che risultino positive al test, sono registrate come morti di Covid nella cartella clinica. Anche questo fatto, di per sé, ha un certo rilievo. Spero che lui lo abbia detto per avvertire il mondo che c'era qualcosa che non andava: infatti, proprio per questo motivo, ha ricevuto molti attacchi dalla politica locale.

Mi ha parlato anche di un terzo video.
Sì, che è tratto da una puntata del programma televisivo Report. In essa interviene il primario Cianci, del Pronto soccorso di Padova, che racconta di aver ricevuto minacce, più o meno velate, dal dottor Flor, direttore generale della Sanità della Regione Veneto. E di cui il giornalista chiede conto allo stesso Flor.

Pressioni legate a che cosa?
Ai protocolli sui tamponi rapidi, che Crisanti aveva definito inaffidabili. Alla fine dell'intervista, quando si presupponeva che la telecamera fosse spenta, in realtà il dottor Flor viene registrato mentre si lascia sfuggire che Crisanti è un ingenuo, perché non ha capito che ci sono «rapaci che ti fanno secco». Questo è un gergo che appartiene ad un ambiente che noi non frequentiamo, e che significa una cosa sola.

Questi tre video che quadro dipingono sulla pandemia?
Un quadro allarmante di pressioni alle quali la stessa politica, che in teoria dovrebbe tutelarci, è sottoposta da parte di altri centri di interesse. Io non giudico, racconto solo dei fatti, che dovrebbero far alzare le antenne a tutti. Nessuno nega l'esistenza del coronavirus, ma è stato certificato da molti medici che esistono dei protocolli di cura.

Ha in programma ulteriori passi nel prossimo futuro?
Con la mia associazione Pescatori di pace terremo una conferenza stampa alla Camera e poi alcuni amici parlamentari, purtroppo non molti, presenteranno un'interrogazione su questi tre video.