18 maggio 2021
Aggiornato 06:00
L'intervista

Cecchetti: «Vi spiego perché la Lega si è astenuta sul decreto riaperture»

L'onorevole Fabrizio Cecchetti, vicecapogruppo alla Camera e coordinatore lombardo della Lega, spiega lo strappo del suo partito all'ultimo Consiglio dei Ministri

L'onorevole Fabrizio Cecchetti, vicecapogruppo alla Camera e coordinatore lombardo della Lega
L'onorevole Fabrizio Cecchetti, vicecapogruppo alla Camera e coordinatore lombardo della Lega ANSA

Giovedì il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto che prevede le riaperture da lunedì prossimo. Ma a fare notizia è stata soprattutto l'astensione della Lega: il primo vero strappo politico all'interno del governo Draghi. Subito si è ventilata l'ipotesi che Matteo Salvini avesse deciso di sfilarsi dalla maggioranza, che stesse preparando un nuovo Papeete. Ma la realtà, a sentire i leghisti, sarebbe un'altra. A spiegare le vere ragioni di questa decisione al DiariodelWeb.it è il deputato Fabrizio Cecchetti, vicecapogruppo alla Camera e coordinatore lombardo del partito.

Onorevole Fabrizio Cecchetti, qual è stata la ragione politica di quest'astensione della Lega? In altre parole, che cosa pensate davvero di questo decreto Riaperture?
Il nostro voto è stato dettato dal buonsenso, che non è né di destra né di sinistra. Ci tacciano di irresponsabilità: ma la vera irresponsabilità è voler anteporre le bandiere ideologiche di partito, come qualcuno sta facendo, solo per non dare merito alla Lega della sua proposta del coprifuoco alle 23.

Quindi l'oggetto del contendere è la riconferma del coprifuoco alle 22?
Ripeto, non è una proposta giusta a prescindere perché l'ha avanzata la Lega, ma è di buonsenso. Se si permette ai ristoranti con il dehor di aprire anche alla sera, lasciare il coprifuoco alle 22 impedisce al ristoratore di fare il proprio lavoro fino in fondo con dei tempi congrui. Non si può cenare in un'ora e poi correre a casa, per evitare di incorrere nelle sanzioni. Persino alcuni esponenti del Comitato tecnico-scientifico, che a volte sono lontani dalla nostra posizione di riapertura, hanno chiarito che il coprifuoco alle 22 o alle 23 non cambia assolutamente nulla.

Si dice già che a metà maggio verrà valutato se mantenerlo o spostarlo.
Sì, me lo auguro. Ma nel frattempo andiamo verso l'estate. Il coprifuoco rischia di uccidere la stagione nelle località turistiche. Un tedesco che vuole venire in vacanza in Italia, se si rende conto che sarà costretto a rientrare in albergo entro le 22, preferirà andare in Spagna, in Grecia o da qualche altra parte. Questo è il momento in cui si riaprono le prenotazioni: prolungando il coprifuoco almeno di altre due settimane, rischiamo di precluderci l'arrivo di molti turisti.

Non ve la vogliono dare vinta, insomma?
Chi è contrario a questa norma mi sembra al livello dei bambini dell'asilo: la palla ce l'ho io, ci gioco io e non la do a te. Non vorrei che l'unica ragione della contrarietà fosse quella di fare un dispetto alla Lega. Noi diciamo: fidiamoci degli italiani. Abolire del tutto il coprifuoco poteva aprire delle brecce pericolose. Ma chiunque ci ragioni capisce che per riaprire davvero e mettere in condizione la gente di vivere e di lavorare, il minimo era spostarlo alle 23. Al netto del ministro Speranza...

Ma se il problema è sempre Speranza, perché non votate la mozione di sfiducia presentata da Fratelli d'Italia?
Chiaramente Fdi fa il suo compito, fa l'opposizione e fa provocazioni. Ma noi non possiamo caderci. Il presidente Draghi ha deciso di riconfermare Speranza, anche se io personalmente lo avrei cambiato. Secondo me, su determinate posizioni ideologiche, Speranza sbaglia. Poi, come ha detto Salvini, ci saranno delle commissioni d'inchiesta che verificheranno se qualcuno, soprattutto nel vecchio governo, ha commesso degli errori. Ma in questo momento non vogliamo fare polemiche o creare scompiglio.

Per questo vi siete astenuti e non avete votato contro?
Non abbiamo voluto rompere il dialogo, che con il presidente Draghi è aperto e costante. Ma lanciare un segnale per la ripresa.

Vi accusano di voler fare opposizione anche da dentro la maggioranza.
Non stiamo facendo opposizione, ma stiamo portando avanti idee di buonsenso. La Lega è entrata al governo per senso di responsabilità, per il bene dell'Italia. Altrimenti, avessimo guardato i sondaggi, ci sarebbe convenuto rimanere anche noi all'opposizione, a gridare che va tutto male e fa tutto schifo. Ma non avremmo dato delle risposte agli italiani.

Quindi non vi siete pentiti di essere al governo?
Intanto, ricordiamoci che se si riapre il 26 di aprile è perché noi, dal primo giorno in cui siamo entrati al governo, abbiamo chiesto di velocizzare. Fosse stato per gli altri, non si sarebbe riaperto prima di luglio. Un primo obiettivo lo abbiamo ottenuto. Un secondo obiettivo è il Dl imprese. La prima formulazione era di 20 miliardi, alcuni destinati anche al reddito di cittadinanza; ora sono 40 miliardi, che vanno incontro ai commercianti, alle partite Iva, ai ristoratori che hanno sofferto. Per abbattere i costi fissi e dare aiuti concreti. Questo dimostra che la Lega fa bene a stare al governo. Ci sono 221,5 miliardi del Recovery Plan che vogliamo destinare a progetti del territorio: siamo lì per questo.