27 novembre 2021
Aggiornato 22:00
Fratelli d'Italia

Meloni denunciata da Anpi: «Una vergogna, difenderemo la democrazia»

Il presidente di Fdi dovrà rispondere di apologia di fascismo per aver intitolato una via ad Atreju a Italo Balbo. «Rispondo con una pernacchia»

ROMA - La presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, è stata denunciata per apologia di fascismo dall'Anpi di Carrara per aver intitolato una via ad Atreju a Italo Balbo. Lo ha comunicato la stessa leader all'assemblea nazionale del partito a Bologna, aggiungendo: «gli faccio una pernacchia». Rispondo all'Anpi «con una pernacchia - ha aggiunto a margine dell'assemblea Meloni -. Penso che sia sotto gli occhi di tutti che questa querelle rinata curiosamente sull'antifascismo, la coperta di Linus che il centrosinistra tira fuori quando sta in ginocchio, in realtà servisse solamente a provare a mettere in silenzio i propri avversari politici».

La democraticissima Anpi
«Io ho chiesto a Emanuele Fiano» deputato del Pd, relatore della legge che rende reato l'apologia e la propaganda fatta tramite i simboli del fascismo, «se lui ritenga che io debba essere denunciata e condannata secondo i principi della sua legge. Lo ho chiesto a Fiano, alla Boldrini, a Renzi e anche a Mattarella. Voglio sapere se qualcuno ritiene che io sia fuori dall'arco costituzionale e democratico e se io meriti di finire in galera per ragioni che riguardano apologia di fascismo o amenità varie». Perché «se così non è, se io non finisco in galera, significa che tutte quelle leggi e questa polemica che hanno fatto, l'hanno fatta solo per tentare di silenziare i propri avversari politici». «La democraticissima Anpi - ha proseguito - nelle amministrazioni nelle quali ha un potere, sta facendo approvare delle mozioni che dicono che tu per avere accesso alle case popolari devi fare dichiarazione di antifascismo. Chi stabilisce che cosa sia antifascismo oggi? Il ministro della Giustizia Orlando ha detto che io sono fascista. Quindi in teoria io sono tecnicamente una persona che deve finire in galera secondo questi. E sono loro che stabiliscono a chi si danno le casi popolari? Abbiamo un problema».