25 febbraio 2020
Aggiornato 14:00
Atreju 2017

Atreju, Parisi: «Là fuori c'è un Paese da ricostruire: il centrodestra deve dare soluzioni»

Non solo Meloni, Salvini, Toti, Santanché e i tanti volti dei politici che amano definirsi "sovranisti". Sul palco di Atreju è intervenuto anche Stefano Parisi, già sfidante di Beppe Sala a Milano

ROMA - Non solo Meloni, Salvini, Toti, Santanché e i tanti volti che spesso abbiamo ritrovato nelle manifestazioni di coloro che, nel centrodestra, si definiscono ultimamente «sovranisti». Sul palco della kermesse organizzata da Fratelli d'Italia alle Officine Foro Italico, Atreju 2017, dall'eloquente titolo «E' tempo di patrioti», è intervenuto anche Stefano Parisi, già sfidante di Beppe Sala a Milano, e oggi nuovo volto emergente del centrodestra italiano. Un volto a cui, fino a pochi mesi fa, Silvio Berlusconi guardava con interesse all'interno di un centrodestra «moderato» che potesse assurgere non più a forza di opposizione, ma di governo. Del resto, lo stesso Parisi non più tardi dello scorso maggio dichiarava che «se Berlusconi porta i suoi voti a Salvini la vittoria di Grillo è assicurata», e sosteneva che fosse necessario «dire che siamo pro-Ue».  Non è ben chiaro cosa sia cambiato oggi per ritrovarci Parisi tra Salvini e Meloni, se non fosse che lo spirito che guida l'intera manifestazione Atreju è quello del dialogo e del confronto. Così, l'ex sfidante di Sala ha accettato l'invito di Giorgia Meloni, puntualizzando che è probabile che il centrodestra vinca le elezioni, se non altro a causa della grave crisi che sta vivendo la sinistra e a causa delle grosse difficoltà politiche incontrate dai Cinque Stelle. «Là fuori», ha detto Parisi, «c'è un Paese da ricostruire», pieno di problemi da risolvere: dalla disoccupazione all'insicurezza, fino ad arrivare all'immigrazione incontrollata. Il centrodestra, insomma, dovrà lavorare sulle «ricette, con le persone giuste», e sulle «soluzioni».