24 settembre 2018
Aggiornato 22:30

Sgombero Roma, e i proprietari della palazzina occupata non hanno subito violenza?

Si è molto parlato della violenza usata durante lo sgombero di piazza Indipendenza a Roma dove si erano accampati centinaia di migranti. Ma perché nessuno parla di chi ha perso tantissimi soldi?

ROMA - Si è molto parlato della violenza usata in Piazza Indipendenza a Roma dove si erano accampati centinaia di migranti a seguito dello sgombero avvenuto lo scorso 19 agosto del palazzo dell'adiacente via Curtatone, definito «Palazzo Gioiello». I giornali hanno parlato della violenza della polizia ai danni dei migranti, le forze dell'ordine sono state efficaci e nella propria azione hanno impiegato anche degli idranti. Si è parlato della violenza dei migranti che hanno cercato di dissuadere l'azione della polizia con il lancio di materiale, tra cui anche una bombola per il gas. Io voglio parlare della categoria di cui nessuno mai parla, ovverosia l'italiano che manda avanti la nazione, che lavora, ha un reddito, lo investe e si aspetta una remunerazione dal suo investimento. I primi ad essere stati vittima della violenza, sono stati i proprietari del palazzo occupato. Il Palazzo di via Curtatone fu occupato nell'ottobre del 2013 da circa 400 profughi provenienti soprattutto dal Corno d'Africa (Etiopia, Somalia), è un bel palazzo degli anni '50, ex sede di Federconsorzi e Ispra. I proprietari, che hanno subito l'occupazione, non solo non hanno potuto percepire il giusto reddito dal palazzo, magari acquistato a seguito di sacrifici, ma hanno dovuto continuare a pagare Imu e Tasi come immobile non prima residenza. Dei vari proprietari, durante questi lunghi quattro anni, uno è anche fallito. Certezza del diritto e tutela degli investimenti sono gli ingredienti alla base della ricchezza di una nazione.