16 ottobre 2019
Aggiornato 12:00
Politica locale

Sfiduciato Angelo Cambiano, il sindaco antiabusivi di Licata

Il primo cittadino: «Lasciato solo dalle istituzioni. Alfano venne qui quando mi bruciarono la prima casa e ora i suoi consiglieri hanno votato la sfiducia»

PALERMO - Il consiglio comunale di Licata, in provincia di Agrigento, ha sfiduciato il sindaco Angelo Cambiano. Il primo cittadino, che vive sotto scorta per aver subito diverse minacce e l'incendio di due case di famiglia, nei mesi scorsi si è distinto per aver avviato una grande campagna di demolizione degli edifici abusivi. Per mandarlo a casa, a favore della sua sfiducia sono stati espressi 21 voti, uno in più di quelli necessari a far passare la mozione presentata da 16 consiglieri comunali.

«La verità fa male. E nessuno ha il coraggio di dirla - ha detto -. Nella mozione di sfiducia viene affermato il falso. Quando si dice che questa amministrazione non ha avuto capacità di intercettare finanziamenti europei e l'ho smentito con carte alla mano di decreti di finanziamento notificati all'ente, che è stata un'amministrazione immobile, si afferma il falso. Questa mozione di sfiducia affosserà la città che sarà consegnate alle mani di un commissario che distruggerà la città e farà scappare investitori. E darà un messaggio alla nazione intera, ovvero che questo sindaco è stato mandato via perchè ha adempiuto gli ordini della Procura». Quindi Cambiano, che adesso tornerà a fare il professore di matematica, rivolgendosi ai consiglieri licatesi ha detto: «Abbiate il coraggio di dire all'Italia se siete coinvolti in vicende di abusivismo. Alzatevi e dite o meno se siete coinvolti».