18 dicembre 2018
Aggiornato 21:30

Salvini replica a Spataro, il Pd insorge e chiede la chiusura della sua «costosissima mega struttura di comunicazione»

Salvini replica alle parole del procuratore di Torino. Fiano: «Quando l'IO supera lo Stato iniziano i problemi»

Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini e il procuratore capo di Torino Armando Spataro
Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini e il procuratore capo di Torino Armando Spataro (ANSA)

ROMA - In una diretta Facebook il ministro dell’Interno Matteo Salvini torna sulla polemica con il procuratore di Torino Armando Spataro: «Quando un procuratore dice che con un mio tweet metto a rischio un’operazione contro la mafia nigeriana sbaglia, nei modi e nei tempi: se ho qualcosa da dire a qualcuno – ha detto il ministro – di solito io prendo il telefono, così si usa tra pubbliche istituzioni. Il mio telefono ce l’hanno in tantissimi, sono il ministro più raggiungibile della storia dei ministri: quindi se c’è qualcosa ci si sente al telefono». Spataro, ha continuato Salvini, «tra l’altro tra poco va in pensione e spero abbia lunga e proficua vita al di là della professione».

La precisazione del Ministro
Spataro ha sbagliato, insomma, per il titolare del Viminale: «A me tutte le mattine arrivano sul telefonino tutte le operazioni compiute nelle ore precedenti dalle forze dell’ordine. Stamattina alle 7.22 mi arriva un messaggio che mi riempie di gioia, perché tra le altre operazioni mi si parla tra l’altro di un’operazione contro 15 esponenti della mafia nigeriana a Torino. Sapete a che ora è stato fatto il tweet famoso? Un’ora e mezzo dopo. Se alle 7 della mattina mi si comunica ufficialmente e io un’ora e mezza dopo voglio ringraziare gli uomini e le donne delle forze dell’ordine, mi si permetta di non essere attaccato da chi non sa le cose».

«Quando l'IO supera lo Stato»
Immediata la reazione delle opposizioni alle parole di Salvini. «Dopo aver fatto pagare una tassa di 7 miliardi di maggiori interessi con i suoi 'me ne frego', adesso vuole fare danni anche alla magistratura a cui va tutto il nostro sostegno per le battute infelici del ministro e per questa anomalia, tutta italiana, di un procuratore che si trova a dover difendere l'esito delle indagini dalle ossessioni social del ministro degli interni» attacca il capogruppo del Pd a Montecitorio, Graziano Delrio. «L'ultima cosa al mondo che deve fare un ministro dell'Interno è danneggiare un inchiesta in corso, comunicando a tutto il mondo, per nutrire il proprio narcisismo trabordante, i risultati parziali di un'attività investigativa in corso, che altri stanno facendo, non lui. Salvini lo ha fatto. Quando L'IO' supera lo Stato, iniziano i problemi. Gravi» aggiunge in una nota Emanuele Fiano. 

Anzaldi (Pd): via l'ufficio comunicazione di Salvini
Michele Anzaldi va pure oltre e chiede la chiusura dell'ufficio comunicazione del Viminale: «La costosissima mega struttura di comunicazione per i social portata da Matteo Salvini al Viminale, a spese degli italiani, venga chiusa immediatamente. Con i soldi pubblici non soltanto diffonde disinformazione ma, come ha dichiarato il procuratore capo di Torino Armando Spataro, mette anche a rischio delicate indagini antimafia e di polizia giudiziaria, come è accaduto oggi con l'operazione contro la malavita nigeriana»«La propaganda di Salvini, che non serve - prosegue Anzaldi - in alcun modo all'informazione istituzionale del ministero dell'Interno ma serve solo al leader della Lega, utilizza anche le notizie riservate delle indagini pur di aumentare click e like. Un caso senza precedenti: se il Governo non interviene, si muova la Corte dei Conti».