15 dicembre 2018
Aggiornato 19:30

Di Pietro sta con Spataro: «Salvini andrebbe indagato»

L'ex leader dell'Italia dei Valori: «Il Parlamento in un Paese normale sarebbe insorto. Quello che ha fatto da Ministro è grave»

Il Ministro dell'Interno, Matteo Salvini
Il Ministro dell'Interno, Matteo Salvini (ANSA)

ROMA - Ai microfoni di Rai Radio2 l'ex magistrato Antonio Di Pietro ha commentato il botta e risposta tra Spataro e Salvini: «Esprimo tutta la mia solidarietà a Spataro, offeso sul piano personale e professionale da un Ministro che in questo caso non doveva essere solo ripreso ma anche indagato, messo sotto indagine per rivelazione di segreto d'ufficio. Salvini per farsi bello si è messo a sparare la notizia prima ancora che l'operazione finisse. Se lo fa uno al bar va bene, se lo fa il ministro dell'Interno è grave».

«Quando finisce una operazione in corso - ha detto Di Pietro - lo sa solo chi quell'operazione la sta conducendo. Siamo in una fase di indagini, c'è un rischio anche per coloro che quell'operazione la stanno facendo. Il fatto in sé rivela un comportamento anche penalmente rilevante. Ma la cosa più grave è politica. C'è una violenza istituzionale verso una persona e una istituzione che un Ministro dovrebbe rispettare. Il Parlamento in un Paese normale sarebbe insorto, qui invece c'è un silenzio omertoso. In uno Stato di Diritto, in un Paese democratico, non è accettabile un comportamento del genere», ha concluso.

«Il fatto in sé rivela un comportamento anche penalmente rilevante. Ma la cosa più grave è politica. C'è una violenza istituzionale verso una persona e una istituzione che un Ministro dovrebbe rispettare. Il Parlamento in un Paese normale sarebbe insorto, qui invece c'è un silenzio omertoso. In uno Stato di Diritto, in un Paese democratico, non è accettabile un comportamento del genere», ha insistito Di Pietro.

Sull'attacco subito da Di Maio in questi giorni, riguardo all'attività gestita dal padre, Di Pietro ha spiegato «Mio padre faceva il contadino ed è stato prigioniero di guerra. Ma se fossi stato figlio di Totò Riina non avrei avuto il diritto io stesso di farmi la mia strada e la mia vita? Voglio criticare Di Maio per quel che fa o che non fa, criticarlo per quello che ha fatto il padre è una strumentalizzazione politica che non può essere accettata».