21 marzo 2019
Aggiornato 17:30
Centrodestra

Tajani: «Dopo le Europee Governo Forza Italia-Lega»

Il Presidente del Parlamento europeo al Corriere della Sera: «Noi siamo alternativi al Partito Democratico. Italia a rischio recessione»

Il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani
Il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani ANSA

MILANO - «Il colloquio tra Paolo Romani e Matteo Renzi della settimana scorsa? Ma non esiste, non ha alcun significato: noi siamo alternativi al Pd. E vogliamo un governo di centrodestra. Questo esecutivo si sgretolerà dopo le Europee, e noi siamo pronti: con la forza dei nostri 170 parlamentari e di tutti i deputati e senatori responsabili che chiedono economia sostenibile, diminuzione del debito pubblico e politiche di crescita». Lo dice Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo e vicepresidente di Forza Italia, in una intervista al Corriere della Sera.

CRISI LEGA-M5S - Matteo Salvini ripete che il governo è saldo e reggerà tutta la legislatura: «Per forza, altrimenti dovrebbe aprire subito la crisi. Ma è sempre più evidente che Lega e Movimento 5 Stelle hanno modi di pensare e basi di consenso troppo diversi. Oltre al fatto che le nostre casse non possono sostenere il loro slogan 'reddito di cittadinanza-abolizione della legge Fornero', né l'Italia può mantenersi isolata dall'Europa. Per non parlare del tracollo della nostra immagine internazionale...».

BRUTTE FIGURE - Quanto alla nota con cui ieri Luigi Di Maio e Salvini hanno dichiarato congiuntamente che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte «si sta dimostrando il garante ideale per la nostra interlocuzione con l'Europa», Tajani commenta: «Siamo alle comiche: due vicepremier che dicono al premier che li rappresenta bene. Dovrebbe essere il contrario! È una manifestazione di grande debolezza e minima credibilità per il Paese. L'ennesima brutta figura, collezioniamo performance imbarazzanti in giro per il mondo».

CONTI PUBBLICI - Sul dialogo con l'Ue sulla legge di bilancio, il presidente del Parlamento europeo osserva: «Se il governo farà marcia indietro, significa che ci dà ragione: avevamo avvertito sin dall'inizio dei pericoli della loro proposta economica, che soltanto fin qui ci è già costata trecento miliardi di euro tra fuga degli investitori e ricchezza 'bruciata'. I capricci del governo sono pagati dai soldi degli italiani. Se ora cambierà idea, ci sarà comunque costato molto caro; se persisterà nell'idea iniziale, il conto sarà ben più salato».

RISCHIO RECESSIONE - Secondo Tajani c'è un un rischio recessione: «Certo. La disoccupazione è cresciuta al 10,6% e, per i giovani, ha raggiunto quota 32,5 tra agosto e ottobre i posti di lavoro sono scesi di 40 mila unità; da maggio i costi dei prestiti alle imprese sono saliti del 50%; la pressione fiscale complessiva è arrivata al 64%, contro la media europea del 40... Questo governo sta uccidendo le imprese».

SERVE UN PROGETTO - «Il governo italiano ha dichiarato guerra alla Ue e oggi l'Italia è isolata. Persino Austria e Ungheria hanno preso le distanze. Adesso sembra voler andare a braccetto del presidente Jean-Claude Junker, con un'operazione goffa, poco credibile, da inesperti nelle trattative. L'Europa deve far rispettare le regole verificando l'esistenza di un progetto: invece non ci sono riforme, né politiche espansive; niente diminuzione del cuneo fiscale, niente infrastrutture. Il governo dice di volere tutelare l'ambiente e invece blocca la Tav, lasciando andare su e giù per il Piemonte 4 milioni di camion, con quel che comporta in termini di emissioni».