19 ottobre 2019
Aggiornato 19:00

Pd in agitazione per il decreto sicurezza. Salvini: «La sinistra protesta? Bene»

I dem fanno ostruzionismo contro il provvedimento, depositando 150 ordini del giorno. Ma il ministro dell'Interno gongola: «È solo l'inizio, la pacchia è finita»

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini alla Camera durante il voto di fiducia sul decreto Sicurezza
Il ministro dell'Interno Matteo Salvini alla Camera durante il voto di fiducia sul decreto Sicurezza ANSA

ROMA – Incassata la fiducia posta dal governo, la conversione in legge del decreto sicurezza prosegue il suo iter in aula a Montecitorio. Le votazioni sui testi, le dichiarazioni di voto e il voto finale della Camera sul decreto sicurezza sono previsti per la giornata di oggi. Nonostante l'ostruzionismo che il Partito democratico sta praticando per protesta contro il provvedimento: sono circa 150 gli ordini del giorno presentati dai deputati dem che dovranno essere votati dall'aula prima di arrivare al via libera definitivo. Il centrosinistra, insomma, ha alzato le barricate contro il dl firmato da Matteo Salvini: «Il 'decreto insicurezza' di Salvini è peggio della Bossi-Fini. Hanno ragione i sindaci: sarà una bomba sociale (100 mila irregolari in due anni) e lascerà le persone più deboli e meno sicure», ha affermato via Twitter il segretario dimissionario del Pd Maurizio Martina, ricandidato alla guida del suo partito.

Gli attacchi di Fiano
Ancora più dure le parole pronunciate in aula a Montecitorio da Emanuele Fiano, della presidenza del Gruppo Pd, nella dichiarazione di voto sulla fiducia: «Quello che succede oggi lo ha ammesso il presidente Brescia quando ha detto che questo provvedimento è della Lega ed è immodificabile. C'è una legge che è di un partito, non del popolo, per cui va votata senza incertezze». Ma Fiano non ce l'ha soltanto con l'iter di approvazione della legge, bensì anche con il suo contenuto, che descrive con toni apocalittici, arrivando addirittura ad evocare l'incostituzionalità: «Questo non è che l'ennesimo tassello di un disegno pericoloso: approvazione dei referendum senza quorum su materia ampliata, cancellazione del voto segreto, Stato di Polizia nei confronti di chi sostiene anche con piccole cifre i partiti, in contravvenzione al diritto alla segretezza del voto, attacco al ruolo del Presidente della Repubblica con l'impeachment, all'indipendenza della magistratura e alla libertà di informazione – elenca il deputato del Partito democratico – È il tentativo di minare le figure terze che costituiscono quel pluralismo della democrazia che, come dice Cassese, non è dittatura della maggioranza. Tutto ciò è oggi più grave, perché con questa fiducia, presidente Fico e presidente Brescia, chinate il capo di fronte a palesi violazioni della Costituzione e permettete che si calpestino i diritti delle persone, si vanifichi l'uguaglianza tra i cittadini, si apra nel nostro Paese una fase di incertezza giuridica della propria condizione per milioni di persone, cresca l'insicurezza per l'aumento dell'irregolarità e si alimenti la discriminazione come finta medicina per la sicurezza», ha concluso Fiano.

La risposta di Salvini
Le critiche del centrosinistra sembrano però galvanizzare il vicepremier e ministro dell'Interno, che gongola sul suo profilo Twitter: «Troppi si sono arricchiti per troppo tempo con business dei clandestini. Con il decreto Salvini per i 'finti buoni' dell'accoglienza la pacchia è finita. A sinistra si agitano e protestano? Bene. Abbiamo solo cominciato a rimediare al disastro causato al Paese dai loro governi». E il leader della Lega non si ferma qui, anzi rilancia con il prossimo provvedimento in cantiere: «Dopo il decreto sicurezza, arriverà in parlamento la nuova legge sulla legittima difesa. Io sto con chi si difende, entrare con la violenza in casa o nel negozio altrui, di giorno o di notte, legittima l'aggredito a difendere se stesso e la sua famiglia. La mia solidarietà al commerciante toscano derubato 38 volte in pochi mesi: conti su di noi».