16 dicembre 2018
Aggiornato 12:30

Berlusconi propone l'ammucchiata, Meloni risponde «no, grazie»

Forza Italia vuole riportare il centrodestra al governo con l'appoggio dei transfughi di altri partiti. Ma Fratelli d'Italia non ci sta: «Siamo contro i cambi di casacca»

La presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, con l'omologo di Forza Italia, Silvio Berlusconi
La presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, con l'omologo di Forza Italia, Silvio Berlusconi (Angelo Carconi | ANSA)

ROMA – Silvio Berlusconi avanza la proposta, Fratelli d'Italia la respinge cortesemente al mittente. Non sembra trovare sponde, all'interno della coalizione, il progetto che il leader di Forza Italia ha dapprima evocato nel suo incontro segreto con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, poi dichiarato esplicitamente ai giornali: far cadere il governo gialloverde per riportare il centrodestra a palazzo Chigi. «Speriamo e crediamo sia vicino il momento nel quale si potrà tornare a dare agli italiani un governo di personalità competenti di centrodestra – aveva affidato l'ex premier ad una nota al termine dell'incontro con i big del suo partito a palazzo Grazioli – espressione della maggioranza naturale degli italiani sulla base dei risultati delle elezioni del 4 marzo».

Il mercato delle vacche
Insomma, l'ex Cavaliere è convinto di poter ricostruire una maggioranza alternativa in parlamento. Con che numeri, visto che a Forza Italia più la Lega più Fratelli d'Italia mancano, alla Camera, almeno una cinquantina di voti? È presto detto: usando il vecchio trucchetto dei cosiddetti «responsabili», ovvero dei transfughi delle altre forze politiche che, pur di evitare le elezioni anticipate e dunque la perdita della loro poltrona, sarebbero disponibili perfino a votare per un governo Salvini-Berlusconi-Meloni. Probabilmente la strada sarebbe anche praticabile, visto che in passato Silvio l'ha percorsa in più occasioni per puntellare i propri esecutivi. Peccato che i suoi presunti alleati, di metterla in pratica, non sembrino avere alcuna intenzione.

Il rifiuto della coalizione
Salvini, dal canto suo, pubblicamente continua a giurare che il suo obiettivo è quello di «far durare il governo per cinque anni». E anche la Meloni e i suoi non vedono di buon occhio il progetto di Forza Italia, allergici come sono all'idea del trasformismo: «Abbiamo sempre criticato i cambi di casacca. Non siamo abituati a cercarci dei transfughi, non è nel nostro modo di pensare», ricorda ai microfoni del quotidiano Libero il coordinatore nazionale di Fratelli d'Italia, Guido Crosetto. Dunque, caro Berlusconi, no grazie: «Non mi sono neanche posto il problema. Non ci sono le condizioni. Né numeriche, né di visione». Il piano dei meloniani, semmai, è completamente diverso: ovvero quello di costruire, in vista delle prossime elezioni europee, un nuovo movimento «sovranista e conservatore», quello a cui sta lavorando insieme a Francesco Storace e a Raffaele Fitto. «Serve un'alternativa credibile. Il centrodestra deve essere rifondato», ribadisce infatti Giorgia Meloni. Senza trucchetti né scorciatoie parlamentari.