21 novembre 2019
Aggiornato 07:30
Manovra finanziaria

L'accusa di Sapelli: «In Italia c'è chi tifa per la troika e il fallimento»

L'economista se la prende con la «classe dominante, a cominciare da Padoan», che punta sullo sfascio dei nostri conti pubblici, «perché è eterodiretta»

L'economista Giulio Sapelli
L'economista Giulio Sapelli ANSA

ROMA«Noi siamo l’unico Paese dove la classe dominante tifa perché l’Italia vada in default e venga commissariata». La delicata situazione dei conti pubblici italiani, dopo la bocciatura della manovra da parte dell'Unione europea, scatena l'economista Giulio Sapelli. Evidentemente furibondo per le troppe voci che puntano sullo sfascio del nostro Paese, pur di andare contro al governo targato M5s e Lega: «E lo fanno perché sono tutti eterodiretti – prosegue ai microfoni di Radio Cusano Campus – Qui ci sono tanti piccoli Petain, persone che sono pronte a garantire questa operazione di appropriarsi di asset importanti del nostro Paese». Il piano anti-italiano, portato avanti soprattutto dalla Francia di Emmanuel Macron, sembra dunque chiaro anche al professore: costringere l'Italia a far la fine della Grecia, così da portarle via a prezzi stracciati tutti i pezzi pregiati della sua industria.

Cosa accade all'estero
Stando all'analisi che ne fa Sapelli, invece, la situazione sembra meno preoccupante di quanto la descrivano l'opposizione e i grandi giornali: «C’è una via di mezzo tra apocalittici e integrati – spiega Sapelli – La situazione è un po’ più usuale di quello che viene rappresentato in Italia dai corifei, a cominciare da Padoan, che tifano per la troika. Se noi guardiamo la stampa internazionale, ad esempio El Paìs dell’altro ieri: c’era la foto della ministra dell’economia spagnola con Moscovici. E all’interno c’era un titolo molto neutro che diceva: con l’Ue si comincia a trattare sulla legge di bilancio che sforerà del 2,7%, e c’era un articoletto in cui dicevano quali erano le posizioni di Moscovici. Poi c’era un corsivo in alto in cui si diceva che la stessa cosa stava capitando in Italia; poi c’era una bella spiegazione in cui si diceva che prima che l’Ue avvii una procedura d’infrazione di tempo ne passa... Poi ci si chiedeva cosa farà Moscovici quando arriverà la legge fiscale francese, dato che Macron ha impiegato 21 miliardi per un’ultra-reddito di cittadinanza, come la metteranno questi?». Insomma, la battaglia che il nostro governo sta portando avanti contro l'austerity europea non sembra poi così diversa da quella che stanno conducendo altri Paesi. Che, però, non godono dello stesso trattamento riservato a noi dai burocrati di Bruxelles.

Le parole di Di Maio
Quello che a Sapelli non sembra proprio piaciuto, invece, è l'annuncio del vicepremier Luigi Di Maio, che ha annunciato di voler puntare molto sulle dismissioni immobiliari: «Di Maio dovrebbe imparare a tacere, sempre. Con tutto il rispetto, questo giovanotto dovrebbe rendersi conto che, con le cariche importanti che ricopre, prima di fare dichiarazioni dovrebbe farsi consigliare da un consulente tecnico. Questa cosa della vendita del patrimonio immobiliare è un progetto di cui si parla da tempo, ma ci vogliono anni per realizzarlo. Di Maio deve leggersi Richelieu: bisogna negoziare, negoziare e sempre nella segretezza».