14 novembre 2018
Aggiornato 06:00

Il decreto sicurezza passa anche al Senato: fiducia con 163 «sì»

Dopo l'ok della Camera, anche il Senato ha concesso la fiducia al governo approvando il decreto sicurezza
Senatori del Partito Democratico con magliette di protesta durante il voto di fiducia al Senato sul decreto sicurezza
Senatori del Partito Democratico con magliette di protesta durante il voto di fiducia al Senato sul decreto sicurezza (Riccardo Antimiani | ANSA)

ROMA - Dopo l'ok della Camera, anche il Senato ha concesso la fiducia al governo approvando il decreto sicurezza. A fronte di 288 senatori presenti, i votanti sono stati 241. I sì sono stati 163, i no 59, gli astenuti 19. "Il decreto passa. Sono contento» dice Matteo Salvini. «Alcune opposizioni hanno dato un contributo interessante, c'è il Pd che abbaia alla luna e grida perché ha forse la coscienza sporca per quello che non è stato fatto primo. Il decreto porta più sicurezza ed è solo il primo passo». Proprio il Partito democratico si è messo di traverso: «Questo decreto è una presa in giro: parlano di sicurezza e creano insicurezza» sbotta il capogruppo al Senato Andrea Marcucci durante la protesta dei senatori Pd mentre si stavano svolgendo le operazioni di voto. «Questo decreto - ha aggiunto Marcucci - è contro l'Italia e contro gli italiani».

Patuanelli contento, nonostante i dissidenti
Gioisce invece Stefano Patuanelli, capogruppo M5s in Senato, che si scusa per aver dovuto leggere un testo scritto, «ma la febbre non mi consentiva altro. Febbre che ho io, ma non ha questa maggioranza e questo governo che godono di buonissima salute». Soddisfazione dunque anche tra i banchi del Movimento, nonostante l'uscita dall'Aula, e relativa astensione, da parte di tre dissidenti Gregorio De Falco, Elena Fattori, Paola Nugnes, che hanno spiegato di voler dire no al provvedimento per continuando a sostenere l'azione dell'esecutivo «nel suo complesso».

Fi dice «sì alla sicurezza, no al governo»
Anche Forza Italia non ha partecipato al voto di fiducia: «Sì alla sicurezza, no al governo» è la formula scelta, ed esposta anche su diversi cartelli che i senatori azzurri hanno mostrato al termine dell'intervento di Maurizio Gasparri, che ha motivato la posizione di Forza Italia spiegando che l'apposizione della questione di fiducia «ci ha impedito» di assumere una scelta diversa. «Apprezziamo molte cose del decreto: se non ci fosse stata la fiducia avremmo lavorato per migliorare il testo. Ma la fiducia si mette o quando c'è ostruzionismo o quando la maggioranza non si fida di se stessa. Ed è questo il caso. E non possiamo votarla», ha spiegato Gasparri.

Fdi si astiene
Decisione simile per Fratelli d'Italia, anch'essa astenuta. Il capogruppo Luca Ciriani ha fatto sapere che il suo gruppo «è stato costretto» a questa scelta dall'atteggiamento della maggioranza, che riassume così: «Chi è dentro sta dentro ed è meglio non disturbi troppo, chi sta fuori non deve avvicinarsi». Ovvero «la maggioranza ha tentato di chiudersi a riccio e risolvere così i propri problemi».