16 novembre 2018
Aggiornato 17:30

Omicidio Desirée, la Lega attacca: «Il degrado è colpa della Raggi. Ma siamo pronti»

Dopo il barbaro assassinio di San Lorenzo, il ministro della Funzione pubblica Giulia Bongiorno accusa l'amministrazione capitolina (seguita da un ex assessore)

ROMA – Nella vicenda di Desirée «una certezza l'abbiamo: il contesto di degrado in cui si è svolto l'omicidio. San Lorenzo è un quartiere abbandonato, senza controllo del territorio. Esiste purtroppo a Roma un problema di zone franche. Di questa situazione è oggettivamente responsabile chi fa il sindaco». Lo afferma Giulia Bongiorno, ministro leghista della Funzione pubblica, in un'intervista alla Stampa, che pure riconosce «alla sindaca Raggi due attenuanti. La prima è che si deve occupare di una realtà estremamente vasta; la seconda che eredita una situazione complicata. Ma so per esperienza da penalista che l'illecito prolifera dove non c'è la presenza dello Stato».

La liberazione di Salvini
«In un video ho sentito qualcuno dire a Salvini 'vieni e liberaci', come se volessero liberarsi da un oppressore. Hanno riconosciuto una istituzione che ha dimostrato di credere nella legalità», osserva Bongiorno, che sulla possibilità che la Lega conquisti il Campidoglio in caso di dimissioni della sindaca aggiunge: «Questo tipo di Lega può piacere al Sud come al centro Italia, a persone che non vogliono più sentir parlare solo di diritti, ma anche di doveri. Ormai lo schema non è più destra o sinistra, ma chi crede nella necessità delle regole e della legalità, e chi no». Bongiorno smentisce però l'ipotesi di una sua candidatura: «Sono impegnata h24 come ministro. Esaurita questa esperienza, torno a fare l'avvocato». A Roma, aggiunge, «ho il privilegio di vivere in centro, e anche lì sta cominciando il degrado. Se e quando parlo di Roma è perché la amo, è la città in cui voglio far crescere mio figlio. E vorrei calpestare marciapiedi puliti ed evitare di avere in studio avvocati che arrivano ogni settimana ingessati per le cadute nelle buche».

L'affondo dell'ex assessore
Ma un attacco all'amministrazione capitolina arriva anche da parte di un ex membro della stessa Giunta: «Tenete conto che a San Lorenzo si può fare qualunque cosa si voglia perché il privato la fa da padrone in questo Paese: il Comune non ha mai ingiunto al privato di riprendere i lavori, tantomeno ha chiesto al privato di mettere in sicurezza i quartieri, questo dicono i giornali e il Comune non ha smentito. Quando c'ero io del civico 22 non se ne parlava però avevo cominciato a studiare un progetto per riqualificare il quartiere. Come è possibile che le forze dell'ordine che sono brave e intelligenti non arrestino in massa tutta questa banda di spacciatori? Al Pigneto c'è sempre lo spaccio, ma non come 7-8 mesi fa, quindi il deterrente delle forze dell'ordine aiuta. Avrebbero dovuto chiedere al Comune che almeno si mettesse in sicurezza il quartiere. Se poi rompono il lucchetto, il Comune spende altri 12 euro e rimette un altro lucchetto, in questo modo si scoraggiano queste situazioni». Lo ha detto Paolo Berdini, urbanista, ex assessore della Raggi, ai microfoni di Radio Cusano Campus, emittente dell'Università Niccolò Cusano. «Ho letto interviste di Veltroni che dice che c'è stato un contenzioso e si sono bloccati i lavori. Io non capisco perché ormai la parte pubblica di tutte le amministrazioni dello Stato non è più messa delle condizioni di operare, non ingiunge al privato di rimettere in pristino. Ora però i privati fanno il bello e il cattivo tempo. Se mi azzardo a fare un'ingiunzione poi magari mi arriva una denuncia. La proprietà pubblica ha una funzione se svolge un'attività sociale, dobbiamo trovare una formula per tutelare gli interessi di tutti. Le leggi ci sarebbero, però c'è questo sistema farraginoso. Noi stiamo ragionando solo sul problema dell'immigrazione, però dovremmo anche rimettere in sesto un Paese che non ce la fa più. C'è uno scoraggiamento in questa città e in tutto il Paese che fa paura. Non è possibile che lasciamo la città senza illuminazione. Dicono che non ci sono i soldi, ma quando mai? Di soldi pubblici ne spendiamo a fiumi. Roma – ha proseguito – ha un debito consolidato di 13 miliardi e mezzo e non ha soldi, però è o non è la capitale d'Italia? E se a Londra si spenderà un miliardo di sterline all'anno, a Parigi un miliardo di euro all'anno e noi abbiamo 42 km di tram. E lì ci vuole la forza amministrativa di un sindaco che sa chiedere i soldi non a pioggia, ma per dei progetti. Una forza che la Raggi non ha e per questo me ne sono andato. Sembra che se io ho tutti i poteri monocratici risolvo le questioni urbani. E perché invece non trovare la strada della collaborazione istituzionale al di là del colore politico dell'amministrazione? Chi ha a cuore le amministrazioni pubbliche deve collaborare con tutti. Piazza dei navigatori è uno dei grandi cantieri della Roma abbandonata: dentro uno dei parcheggi già attivati 8 anni fa, la notte c'è l'ira di Dio. Ci sono state ingiunzioni ai proprietari, ma non c'è il deterrente giusto, il Comune deve avere la forza per riprendere in mano la situazione. Sotto le finestre delle persone la notte c'è il balletto dello spaccio e quello della prostituzione», ha concluso Berdini.