15 novembre 2018
Aggiornato 00:30

I conti della Lega ora possono essere sequestrati

Il Riesame di Genova ha accolto il ricorso della procura. I legali del Carroccio potrebbero ricorrere in Cassazione ma intanto le casse possono essere «svuotate»
Matteo Salvini mentre lascia Palazzo Chigi
Matteo Salvini mentre lascia Palazzo Chigi (Riccardo Antimiani | ANSA)

GENOVA - Alla fine la doccia fredda per la Lega è arrivata. Il tribunale del Riesame ha accolto infatti il ricorso della procura sul sequestro dei fondi del Carroccio in relazione alla truffa ai danni dello stato, stimata in 49 milioni, per rimborsi elettorali non dovuti dal 2008 al 2010 per cui sono stati condannati in primo grado Umberto Bossi, l'ex tesoriere Francesco Belsito e tre ex revisori dei conti. Al momento i fondi sequestrati ammontano a circa 3 milioni e ora nelle casse del partito ci sono poco più di 5 milioni. I difensori della Lega potrebbero ora impugnare la decisione e ricorrere ancora in Cassazione. 

L'iter verso il sequestro
Era stata la Cassazione, ad aprile, a rinviare al Riesame il caso dopo aver accolto la richiesta della Procura di poter sequestrare fondi del Carroccio, oltre a quelli già trovati. I difensori della Lega avevano presentato una consulenza «per dimostrare che i soldi che la Lega ha in cassa ora sono contributi di eletti, donazioni di elettori e del 2 per mille della dichiarazione dei redditi. Sono somme non solo lecite ma che hanno anche un fine costituzionale: consentono al partito di perseguire le finalità democratiche del Paese. Dire che sono profitto del reato è un non senso giuridico». Il procuratore Francesco Cozzi aveva annunciato che nel caso in cui il Riesame accogliesse la decisione della Cassazione avrebbe chiesto l'immediato sequestro dei fondi.

La difesa della Lega
Scartata quindi la tesi dei difensori della Lega che, contro il sequestro, hanno provato a far valere la sentenza di giugno della Corte di Strasburgo sull'ecomostro di Punta Perotti che condannò l'Italia per aver proceduto alla confisca dei terreni dove venne edificato il complesso senza una precedente condanna dei responsabili. Ma i soldi in cassa della Lega, che ora potrebbero essere sequestrati - hanno spiegato dal Carroccio - «sono contributi di eletti, donazioni di elettori e del 2 per mille della dichiarazione dei redditi. Sono somme lecite che hanno un fine costituzionale: consentono al partito di perseguire finalità democratiche. Dire che sono profitto del reato è un non senso giuridico». Tutto inutile. Per il Riesame quei fondi possono essere sequestrati.