16 giugno 2019
Aggiornato 01:00
Immigrazione

Parla il procuratore di Agrigento: «Sulla nave Diciotti ho visto una realtà devastante»

In una intervista al Corriere della Sera la testimonianza del procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio

Migranti a bordo della nave Diciotti della Marina militare italiana ferma al molo di Catania
Migranti a bordo della nave Diciotti della Marina militare italiana ferma al molo di Catania ( ANSA )

CATANIA - «Necessaria»: così il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio in una intervista al Corriere della Sera definisce l'apertura di un fascicolo per compiere un'ispezione sulla nave Diciotti, ferma da tre giorni sul molo di Catania. Nessuno scontro con il Governo, assicura, ma spiega di aver acquisito i report sanitari «che studieremo in questi giorni». Patronaggio racconta di aver visto con i suoi occhi «una realtà devastante»: «Ho constatato che sono quasi tutti affetti da scabbia. Una realtà devastante, a cominciare dai cattivi odori che ti restano addosso. Mi ha accompagnato un appuntato che non era mai stato a contatto con questa realtà. Sconvolto. 'Dottore dal vivo cambia tutto, non è come si legge sui giornali...'. Ha ragione».

Il problema minori
«Qualsiasi limitazione della libertà personale deve fare i conti con norme e regole della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo, della Costituzione, del Codice penale e di procedura penale. Non si scappa» ha chiosato. E c'e' pure un grosso problema relativo ai minori non accompagnati: «Ne ho trovati 29, compresa una ragazzina. Ecco perché condivido la preoccupazione e l'appello lanciato dalla presidente del Tribunale dei minori di Catania sulla necessità di assicurare rapidamente a questi giovani accoglienza e cure adeguate a terra».

Magistratura giudica quanto avviene
Il procuratore sottolinea come ci siano «diversi livelli: abbiamo cominciato a indagare con gli ufficiali di Porto Empedocle e ci sono contatti con altri livelli del corpo. Ma va dato atto al personale della Diciotti di operare perché la permanenza a bordo sia la meno dolorosa possibile. La politica e l'alta amministrazione - precisa - sono libere di prendere le scelte che ritengono opportune. Alla magistratura resta la valutazione giuridica di quanto avviene, su sfere e ambiti diversi». Infine, al giornalista che gli chiede se ci sia il rischio che perda la competenza sull'inchiesta dopo il trasferimento della Diciotti a Catania replica: «Non si perde anche perché sequestro di persona e arresto illegale sono reati permanenti».