20 ottobre 2018
Aggiornato 20:37

La Lega mette nel mirino la 'marijuana legale': «Basta con tutti questi negozi»

Matteo Salvini (Interno) rilancia la battaglia di Lorenzo Fontana (Famiglia). Civati (Possibile) furioso: «Cannabis legale per contrastare le mafie»
Un tabacchino che mette in vendita prodotti e derivati della cannabis
Un tabacchino che mette in vendita prodotti e derivati della cannabis (ANSA/LUCA ZENNARO)

ROMA - «Sono ben consapevole che questo fenomeno dei negozi di marijuana che stanno aprendo in ogni dove è molto pericoloso sempre nell’ottica della diseducatività». Matteo Salvini riprende la battaglia dell'altro ministro leghista, Lorenzo Fontana, e mette nel mirino i negozi di cannabis legale. «Devo dire che nel contratto di governo, sulla droga si è bloccata qualsiasi ipotesi di legalizzazione e liberalizzazione che pure era stata proposta negli scorsi mandati. Quindi non se ne fa nulla. Poi certo, anche questi negozi sembrano come i centri massaggi cinesi, che mascherano dei veri e propri bordelli. L’ho detto al ministro della Salute, che ha una posizione diversa: lavoreremo per trovare una mediazione».

I dati di Fontana
«Un ragazzo su quattro, in età studentesca, fa uso di cannabis, uno su dieci di nuove sostanze psicoattive». A rivelarlo è il ministro per la famiglia, Lorenzo Fontana, citando la relazione annuale della direzione centrale servizi antidroga. «Nella popolazione studentesca (tra i 15 e 19 anni) - scrive in un post su Facebook - ci preoccupa, ma allo stesso tempo ci stimola ad intervenire efficacemente e precocemente, il dato che il 25,8% fa uso di cannabis, il 10% di nuove sostanze psicoattive, 1,9% di cocaina e 0,8% di eroina. Puntiamo al potenziamento della prevenzione e alla sensibilizzazione delle famiglie, al consolidamento del rapporto con le scuole e allo sviluppo di progetti comuni oltre che al potenziamento dei flussi informativi, del sistema di allerta precoce del dipartimento politiche antidroga». 

La rabbia di Civati
«Contro le mafie serve la legalizzazione della cannabis, invece il governo del 'cambianiente' va nella direzione opposta: non ha in programma alcun intervento. Anzi: quando metterà mano alla questione, lo farà solo per inserire divieti. La linea è stata imposta da Fontana e Salvini e i 5 Stelle sono pronti a piegare la testa, anche su questo, senza battere ciglio. L'unica cosa che viene legalizzata è il tradimento delle promesse del Movimento succube del leghismo». Lo dichiara Giuseppe Civati, fondatore di Possibile, commentando le parole di Salvini sulla legalizzazione della cannabis. «Le posizioni della Lega di Fontana e Salvini» aggiunge Civati «puntano a ritornare indietro sui piccolissimi passi in avanti compiuti negli ultimi mesi. La Lega, attraverso il ministro dell'Interno, ha chiaramente detto di voler bloccare anche i negozi di cannabis legale, entro i limiti previsti dalla legge, che hanno aperto. E dire che quelle attività sono solo un piccolo esempio di come l'economia possa beneficare di una legalizzazione vera, sottraendo alle mafie uno dei business più ricchi. Proprio quello che pensavano i 5 Stelle nella scorsa legislatura. Ma oggi è evidente: quella battaglia è stata portata avanti solo a parole».