19 marzo 2019
Aggiornato 04:30
Centrodestra

Prodi? Bersani? Renzi? No, a rottamare Berlusconi ci è riuscito Salvini

Invece di demonizzarlo, ci si è alleato e lo ha battuto nelle urne. Così il leader della Lega, dopo vent'anni, si è liberato del Cav. E ora vuole fare lo stesso in Europa

Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, e quello della Lega, Matteo Salvini
Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, e quello della Lega, Matteo Salvini

ROMA – Ci hanno provato tutti, ma proprio tutti, negli ultimi vent'anni. Ci ha provato una lista infinita di leader del centrosinistra (o aspiranti tali): Prodi, D'Alema, Rutelli, Veltroni, Bersani, Renzi. Ci hanno provato i giudici con i loro processi, i giornali con le loro campagne di stampa e le tv con le loro chiacchiere da talk show. Ci hanno provato perfino molti suoi ex alleati, da Fini ad Alfano. E tutti, ma proprio tutti, avevano ottenuto puntualmente lo stesso risultato: vittorioso o sconfitto dalle elezioni, indagato o condannato, acciaccato dagli anni, perfino sputtanato, eppure Silvio Berlusconi rimaneva sempre lì al suo posto. Non solo faro indiscusso della maggioranza moderata degli italiani, ma addirittura perno attorno al quale ruotava, tra favorevoli e contrari, l'intera politica del nostro Paese.

Cambio della guardia
Finché sulla scena non è arrivato Matteo Salvini, il quale per la prima volta è riuscito in quell'impresa che sembrava impossibile: rottamare il Cav. Come ha fatto? Semplicemente, usando le armi della politica. Non schierandosi contro di lui alle elezioni, ma alleandocisi e battendolo nelle urne. Non demonizzandolo, ma offrendo un'alternativa credibile: un centrodestra al passo con i tempi, capace di ascoltare e di intercettare il malcontento della sua base, ovvero di quella classe media falcidiata dall'euro, dalla finanza e dalla crisi economica. E da quando, il 4 marzo scorso, è accaduto ciò in cui nessuno avrebbe scommesso fino al giorno precedente, ovvero che l'elettorato sancisse il sorpasso della Lega su Forza Italia, Berlusconi non si è più ripreso, anzi ha iniziato il suo lento ma inesorabile declino.

Dall'Italia all'Europa
Oggi l'ex premier si ritrova isolato, alla deriva, in picchiata nei sondaggi, vittima di un esodo biblico dal suo partito, tanto degli elettori quanto anche del personale politico. Salvo qualche residuo lacchè che non avrebbe diritto di cittadinanza in nessun'altra formazione, perché non è stato mai capace di apportare né un'idea né tantomeno un voto, tutti gli altri parlamentari e amministratori locali hanno già fiutato l'aria da tempo: hanno capito che l'era di Silvio stavolta è davvero finita, e hanno deciso di riposizionarsi al fianco di chi comanda oggi. A Forza Italia non rimane che presidiare un ultimo strapuntino di spazio politico, quello europeista, incarnato non a caso dal nuovo vice del capo, Antonio Tajani. Ironia della sorte, in questa residua battaglia di retroguardia, gli azzurri si ritrovano ora alleati non solo del Partito democratico (come dimostra lo scontro sulla presidenza Rai), ma soprattutto di quella che un tempo fu la loro prima avversaria internazionale, la «culona» Angela Merkel. La Cancelliera, infatti, sente spirare il vento sovranista, e teme che dall'Italia questo si possa diffondere in tutto il resto d'Europa, mettendo così a rischio gli interessi tedeschi e il suo dominio su tutto il continente. Questo è il vero motivo per cui Angela e Silvio, insieme, stanno cercando di indebolire il ministro dell'Interno, in vista delle temute elezioni europee del prossimo anno. E se, invece, la Lega vincesse anche questo scontro elettorale? Se Salvini, dopo aver rottamato Berlusconi, riuscisse a fare lo stesso anche con l'intera Unione europea?