24 ottobre 2019
Aggiornato 03:30
Infrastrutture

Lega e M5s in disaccordo sulla Tav: Di Battista dice «no», Salvini «sì»

I due alleati di governo hanno opinioni contrarie sulla linea ad alta velocità: l'esponente del Movimento è contrario, mentre il vicepremier si dice più cauto

ROMA – Dal Messico torna a farsi sentire Alessandro Di Battista, e lo fa invocando lo stop sia della Tap in Puglia che della linea ad alta velocità in Piemonte. «Ora sono libero anche di pungolare il M5S, ho molta stima di Di Maio, sta combattendo tantissimo, tutti gli altri ministri M5S dovrebbero avere lo stesso coraggio di Luigi. Abbiamo fatto battaglie importanti, contro il Tap, contro il Tav, opere del tutto inutili, sulla legge anti corruzione: coraggio, questo è il momento di spingere, non ci possiamo far distrarre da queste robe sul razzismo. Questa è distrazione di massa. Il Movimento deve fare il Movimento, quello che sta facendo Luigi, dritti come treni, ribadendo i 'no' sani che abbiamo detto con forza perché ci abbiamo preso i voti su quella roba là», afferma l'esponente del Movimento 5 stelle, ex deputato e ora militante, in un video postato sulla sua pagina Facebook Alessandro Di Battista.

Salvini si smarca
Ai suoi alleati di governo, che intendono dunque tenere fede alla loro contrarietà a queste grandi opere, arriva però l'avvertimento del ministro dell'Interno e vicepremier Matteo Salvini: «Auguri a Dibba con un po' di invidia: io più modestamente mi accontento di Milano Marittima. Ci sono fior di tecnici e di docenti che stanno valutando il rapporto costi-benefici, dai nostri dati sembra che i benefici superino i costi nel caso delle pedemontane, del terzo valico e del Tap, che ridurrebbe del 10% il costo dell'energia per tutti gli italiani», afferma il leader della Lega in un'intervista alla Stampa. E la Tav? «Lì il discorso è più lungo. Bisogna calcolare fino all'ultimo centesimo. Aspetto i risultati degli studi. In linea di massima, culturalmente sono più per fare che per disfare – conclude Salvini – Se non fare la Tav ci costasse due, tre o quattro miliardi, è chiaro che andrebbe fatta».

Toninelli deciderà
Dal canto suo, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, promette una decisione nei prossimi mesi sulla materia. «Sulla Tav Salvini dice che si va avanti? Bene, perché sempre lui conferma che serve un'analisi costi-benefici. Dobbiamo capire, entro fine anno la risposta». Lo afferma in una intervista al Corriere della Sera il ministro. «Al di là della posizione personale di Salvini – aggiunge Toninelli – la domanda a cui dare risposta resta se la Tav è un'opera redditizia o meno. Tutte le stime e le previsioni, per esempio, si fondano su valori dei flussi di merci e di persone che definirei farlocchi, poiché diminuiscono anziché aumentare. Serve, quindi, un'analisi attualizzata per una valutazione più approfondita. Significa che deve essere valutato e riformulato tutto, ma se per ripagare l'opera servono più di 50-60 anni, finendo con il mettere le mani nelle tasche degli italiani per finanziarla, è meglio bloccarla. Intanto, certo è che gli sprechi legati alle linee Tav sono sotto gli occhi di tutti e sono stati stigmatizzati dalla Corte dei conti Ue, secondo cui l'Italia spende il doppio per chilometro, in alcuni casi quasi il triplo, rispetto agli altri grandi Paesi Ue».