Migranti, anche il cantante Bono si schiera. Ma Salvini lo perdona

Il leader degli U2 ha detto la sua sulla questione degli sbarchi: «Credo nello spirito compassionevole degli italiani». La risposta del ministro: «Grande artista»
Bono Vox, il cantante della band irlandese U2
Bono Vox, il cantante della band irlandese U2 (ANSA/STEFANO PORTA)

ROMA – Arriva anche Bono Vox, il cantante degli U2, a mettere bocca sull'immigrazione in Italia. Intervenendo in diretta telefonica su Rtl, la rockstar irlandese ha infatti detto la sua sulla questione degli sbarchi, di grande attualità nel nostro Paese. «Il tema migranti è molto complicato: è difficile capire lo stato di queste persone che lasciano le loro terre – ha spiegato il leader della band – Nel mondo c'è molto odio, basta vedere quello che è successo tra America e Messico con bambini isolati dai propri genitori: per questo, la statua della Libertà si copre ancora il viso dalla vergogna. Noi non siamo così. Noi irlandesi come voi italiani possiamo capire cosa voglia dire migrare. Credo negli italiani e nel loro spirito compassionevole e l’Italia non deve essere lasciata da sola. Sono un essere umano anche se posso sembrare un ricco viziato e fortunato. Ho il diritto di dire queste cose».

Nessun attacco
Ma chi si aspettava un duro tweet di risposta da parte di Matteo Salvini è rimasto deluso. Interpellato dalla stessa radio, infatti, il ministro dell'Interno ha usato parole di stima nei confronti del cantante. «Vi ho ascoltato – ha raccontato il segretario della Lega – e sono anche un appassionato, musicalmente parlando degli U2. Ho sentito che ricordava degli italiani che sono emigrati nel mondo, come gli irlandesi, anche se sono situazioni diverse. Questo perché agli italiani che emigravano nessuno garantiva colazione, pranzo e cena per qualche anno. Però, se devo prendere gli spunti di condivisione, è vero che l’Italia è stata lasciata sola, come dice Bono, anche perché prima c’era gente che non chiedeva nulla all’Europa, è vero che noi in questi due mesi abbiamo cambiato parecchio nell’approccio al tema sicurezza ed emigrazione. È vero che rimane ancora tanto da fare ed è vero che gli italiani non sono assolutamente razzisti, come qualcuno va inventando in queste settimane. Bono dice che gli italiani devono avere compassione, il principio è giusto, ma ricordo che mentre stiamo parlando ci sono cinque milioni di italiani che vivono in condizioni di povertà, che non faranno vacanze, che non stanno scegliendo se andare a Riccione, in Salento, in Sardegna o a Cortina. Quindi, compassione sì, ma quando ci sono tanti nostri connazionali, giovani e anziani, che hanno difficoltà a trovare casa e lavoro, penso sia dovere di un governo e di un popolo occuparsi prima di queste persone».

Rispetto verso la rockstar
Dunque Salvini non addita Bono nel novero dei radical chic: «L’ho ascoltato con attenzione e penso che lo abbia fatto con garbo. Poi, ha le sue idee, ce ne fossero come lui anche in Italia! Da noi, siamo purtroppo abituati a milionari che danno lezioni di morale, ma che poi non fanno nulla, non spendono, non offrono nulla e non garantiscono nulla. Non faccio nomi e cognomi, ma sono sicuro che ci ascolta abbia un’idea di qualche radical chic, benpensante, cantante, attore, conduttore tv con il conto corrente pieno, che dà lezioni agli altri, ma non muove un dito di suo. Per quello che ho sentito oggi, invece, Bono è un grande artista e mi tolgo il cappello davanti a lui, a differenza di qualche artista italiano, che vorrebbe dare lezioni al prossimo. Condivido alcuni passaggi dell’intervista, altri no, ma se devo tornare alla scena italiana, chi mi ha contestato e mi ha insultato, vale mezza unghia di Bono».