17 novembre 2018
Aggiornato 21:00

Tre militari morti per suicidio in sei mesi: «Fare luce sul mistero»

L'impegno del Movimento 5 stelle nella Commissione difesa della Camera dopo l'ultimo caso avvenuto nel palazzo romano di Silvio Berlusconi
Militari impegnati nell'operazione 'Strade sicure'
Militari impegnati nell'operazione 'Strade sicure' (ANSA / UFFICIO STAMPA ESERCITO)

ROMA - È necessario «fare luce» sulla morte del militare che si è ucciso a palazzo Grazioli a Roma, perchè «non è un caso isolato». Lo affermano i portavoce del Movimento 5 Stelle nella commissione difesa della Camera. «Esprimiamo il nostro cordoglio - sottolineano - per il militare si è tolto la vita. Era impegnato nell'operazione 'strade sicure' e aveva 25 anni. Non è accettabile che un ragazzo di quell'età, con una moglie e un figlio piccolo, decida di porre fine alla sua esistenza. Sappiamo però che questo non è un caso isolato e che il clima all'interno delle caserme spesso non garantisce serenità e tranquillità per i nostri militari». Un impegno che era già stato preso ieri, a caldo, da Gianluca Rizzo, parlamentare del M5s e presidente della Commissione Difesa della Camera: «Serve assolutamente e immediatamente una task force in grado di affrontare in maniera strutturale il tema dei suicidi nelle forza armate e nelle forze dell'ordine».

L'inchiesta della Commissione difesa
«Come membri della Commissione difesa» aggiungono i portavoce del Movimento 5 stelle «ci impegneremo a far sì che venga fatta luce sui motivi di questo gesto disperato e soprattutto a capire se nell'esercito ci siano stati condizionamenti che hanno potuto indurre il ragazzo a prendere la pistola d'ordinanza e rivolgerla contro se stesso. Un pensiero di vicinanza va alla famiglia, a cui ci stringiamo in un momento di così grande dolore».

Tre casi in sei mesi
Quello di Palazzo Grazioli è il terzo caso in sei mesi di un militare dell'operazione Strade sicure che si è tolto la vita in servizio. Non si conoscono, al momento, le motivazioni che hanno indotto il militare all'estremo gesto «ma quello che sappiamo» si legge sul sito GrNet.it, network di informazione su sicurezza e difesa, «è che questo è il terzo suicidio in 6 mesi di un militare dell'operazione Strade sicure». A febbraio 2018 «un bersagliere di 29 anni, di Taranto, si era tolto la vita nello stesso modo nella stazione metro di Barberini, al centro di Roma». A dicembre 2017 «un altro Granatiere di stanza a Spoleto si è impiccato mentre era in licenza dopo il periodo di servizio nell’operazione Strade Sicure a Roma».  Tre suicidi in 6 mesi «sono troppi». Nel mirino del portale di informazione c'è proprio l'operazione Strade sicure. «Da quello che ha potuto apprendere GrNet.it, i ragazzi impegnati nell'operazione sono tutti provati fisicamente», condizione che «è peggiorata anche a causa del gran caldo e delle condizioni di lavoro», ma «soprattuttto psicologicamente».