18 novembre 2018
Aggiornato 18:00

Marocchino muore durante una 'ronda' contro i ladri: «Ucciso a calci e pugni»

Quello che sembra essere un pestaggio mortale avvenuto nella notte tra sabato e domenica ad Aprilia (Lt). Gli aggressori denunciati a piede libero
Foto di repertorio
Foto di repertorio (ANSA/ UFFICIO STAMPA CARABINIERI)

APRILIA (LATINA) - Una vera e propria 'caccia al ladro' è terminata con la morte di un marocchino, 43 anni, ucciso - secondo i primi rilievi delle indagini - a calci e pugni da due 'giustizieri'. Il dramma è avvenuto in provincia di Latina. La vittima, creduta un ladro, è stata inseguita da tre cittadini del posto. La vettura sulla quale stava viaggiando con un altro passeggero è finita contro un muretto. L'uomo alla guida fugge ma, rimasto ferito nell'incidente, viene raggiunto e aggredito dai suoi inseguitori. Lo prendo a calci e a pugni. Morirà poco dopo. Solo l'autopsia, in programma domani, potrà stabilire se a ucciderlo sono state le lesioni provocate dai suoi aggressori, oppure dall'incidente stradale. I due aggressori, individuati dalle forze dell'ordine, sono state denunciate a piede libero. Per loro l'accusa è di omicidio preterintenzionale. 

I fatti
Nella notte tra sabato e domenica alcuni cittadini sono di presidio, di 'ronda', in un comprensorio. Ad un tratto sulla strada entra un'auto con targa straniera. Non appena nota il gruppo di persone, il conducente fa inversione e scappa. Tre persone si mettono all'inseguimento dell'auto lungo la Nettunense finchè il veicolo in fuga non imbocca una strada contromano. Lì lo schianto contro un muretto. Il conducente fugge, inseguito dagli uomini a bordo dell'altra auto.

Il pestaggio
Secondo quanto emerso dall'analisi delle videocamere della zona, l'uomo, rimasto ferito nell'incidente, ha tentato invano di fuggire ai suoi inseguitori. Raggiunto, lo avrebbero colpito con calci e pugni. La vittima, con precedenti penali e trovato in possesso di uno zaino con arnesi da scasso, è rimasta a terra, immobile. Inutili i soccorsi. L'accusa ora per i due aggressori, intorno ai 40 anni e incensurati, è di concorso in omicidio preterintenzionale, un reato che si consuma quando con atti diretti a percuotere o a provocare lesioni personali nei confronti di qualcuno se ne cagiona, senza volerlo, la morte. Ma non si esclude un'accusa più grave dopo l'autopsia.