19 agosto 2018
Aggiornato 21:00

Ilva, Di Maio: «Gara è stato un pasticcio»

Il Ministro dello Sviluppo economico: «Avvieremo indagine, consapevole che il tempo è poco». Toti: «Irregolarità gara non sia pretesto per chiusura»
Il Ministro Luigi Di Maio
Il Ministro Luigi Di Maio (ANSA)

ROMA - Nella procedura di gara per la cessione di Ilva «è stato leso il principio di concorrenza»: «La procedura è stato un pasticcio, le regole del gioco sono state cambiate in corsa». Così Luigi Di Maio riferendo alla Camera sulla risposta dell'Autorità Anticorruzione sulle criticità della gara. «Se la procedura fosse stata corretta», ha detto; «Ci sarebbero state molte più offerte e tutte migliori anche quella di Arcelor».

Il tempo è poco
Di Maio, pur consapevole che «il tempo è poco» ha annunciato l'avvio di una procedura di accertamento sulla gara per capire «chi non ha sorvegliato». «Chiederò chiarimenti ai Commissari, avvierò un'indagine interna al ministero e chiederò un parere all'Avvocatura dello Stato» ha detto definendo «inspiegabile il comportamento tenuto dal Mise». I rilievi dall'Anac - ha detto - «sono gravissimi» «L'offerta di AcciaItalia era la migliore, ma nel bando metà del punteggio era dato al prezzo» e non al piano ambientale e alla salute «Per questo è stata scelta Arcelor».

Toti: «Irregolarità gara non sia pretesto per chiusura»
«Le irregolarità nella gara per la vendita dell'Ilva forse si potevano verificare prima, Anac esiste da tempo, se c'erano irregolarità qualcuno avrebbe dovuto alzare un ditino, arrivare in zona Cesarini mi sembra che sia un elemento di grave criticità nella trattativa». Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti (Forza Italia) commenta le parole del vicepremier e ministro Luigi Di Maio che ha definito la gara per l'Ilva «un pasticcio».
«Se la gara era sbagliata e Anac ritiene che sia inficiante la gara stessa, mi rimetto alle decisioni delle autorità competenti di controllo. Mi auguro solo che dietro tutto questo nessuno cerchi pretesti per arrivare con inerzia alla chiusura delle aree a caldo dell'Ilva di Taranto, o a una chiusura dell'intero impianto della siderurgia italiana perché si assumerebbe una responsabilità straordinaria».