29 gennaio 2020
Aggiornato 09:30
Vitalizi

Sorpresa: i soldi risparmiati col taglio dei vitalizi non si potranno spendere

Gli assegni degli ex deputati sono stati sforbiciati di 43 milioni all'anno. Ma questo denaro andrà accantonato, per coprirsi le spalle da eventuali ricorsi

Roberto Fico, presidente della Camera dei Deputati, durante la cerimonia del Ventaglio
Roberto Fico, presidente della Camera dei Deputati, durante la cerimonia del Ventaglio ANSA

ROMA – I vitalizi degli ex deputati sono stati ufficialmente tagliati, il risparmio di 43 milioni di euro all'anno è stato già annunciato, ma questo denaro (almeno fino al 2021) non potrà essere speso. Né per «essere restituiti ai cittadini», come aveva spiegato il ministro per i Rapporti con il parlamento Riccardo Fraccaro, né per «finanziare i diritti», come giurava Luigi Di Maio. La (brutta) sorpresa arriva infatti nella nota di variazione del bilancio licenziata oggi dall'ufficio di presidenza della Camera, e che poi sarà sottoposta al voto dell'Aula: «La spesa complessiva iscritta nel capitolo resterà immutata».

Risparmi nel cassetto
In pratica i soldi risparmiati grazie alla mannaia calata sugli assegni dovranno essere congelati in una sorta di fondo cautelativo: ovvero, per coprirsi le spalle nel caso in cui gli ex parlamentari sforbiciati decidano di fare ricorso in tribunale (molti di loro lo hanno già annunciato) e lo vincano. «Il Collegio dei Questori – si legge nel bilancio di Montecitorio – ha tenuto conto dell'elevata probabilità che la deliberazione in questione venga fatta oggetto di impugnazione in sede giurisdizionale e che un eventuale annullamento della deliberazione medesima possa pregiudicare i citati effetti di risparmio, determinando maggiori oneri per il bilancio della Camera conseguenti al ripristino totale o parziale dell'ammontare originario delle prestazioni previdenziali. Il Collegio ha convenuto di iscrivere a decorrere dal triennio 2019-2021 una nuova voce analitica, in cui saranno accantonati ed evidenziati i risparmi di spesa derivanti dal ricalcolo dei trattamenti previdenziali, nell'importo annuo sopra indicato». Per tre anni, dunque, i 43 milioni risparmiati dovranno essere trattenuti al sicuro in cassaforte, poi si vedrà quello che decideranno i giudici. Con tanti saluti a quei cittadini che si aspettavano la restituzione di un privilegio dei politici.

Avanti anche al Senato
Il presidente della Camera Roberto Fico, incontrando la stampa parlamentare, continua però a difendere il provvedimento, e anzi si augura che venga presto esteso anche al Senato: «È stato fatto un grande atto di coerenza e di coraggio da parte dell'Ufficio di presidenza. Non è una delibera vendicativa, ma di senso culturale, andiamo a riparare un'ingiustizia che i cittadini sentivano sulla loro pelle, una ferita con le istituzioni che andiamo a calmierare. Abbiamo avuto tempi diversi, ma spero che anche il Senato arrivi. La fonte è quella giusta, non ho alcun problema, prenderò la totale responsabilità e – ha ribadito – rinuncerò all'immunità parlamentare» nel caso di ricorsi. Analogo invito è giunto anche dal ministro Fraccaro: «Rispetto l'autonomia del Senato, mi limito ad osservare che c'è una maggioranza pronta a tagliare i vitalizi anche nell'altro ramo del Parlamento – ha osservato ai microfoni di Affaritaliani – Auspico quindi che la presidente Casellati voglia portare la delibera in votazione affinché il consiglio di presidenza possa esprimersi. È nostro dovere rispettare gli impegni assunti di fronte ai cittadini sull'eliminazione dei privilegi, ne va anche della credibilità delle istituzioni. L'abolizione dei vitalizi degli ex deputati è una vittoria di tutti i cittadini, frutto delle battaglie che il M5s ha portato avanti sin dalla scorsa legislatura. Avevamo promesso che avremmo cancellato questo privilegio e lo abbiamo fatto, è una conquista di civiltà oltre che un grande risultato in termini di contenimento dei costi: con il ricalcolo su base contributiva si risparmiano ben 200 milioni di euro a legislatura».