19 agosto 2018
Aggiornato 21:00

Il piano di Salvini per fermare 'i Soros'

Nelle ore di una ritrovata solidarietà europea dopo lo sbarco di Pozzallo il ministro dell'Interno in conferenza stampa da Mosca guarda all'Europa

MOSCA - Cambiare la normativa e rendere i porti libici sicuri. Dare vita a un'alleanza di popoli liberi in vista delle Europee del prossimo anno. Contrastare i 'Soros' e le Ong «colluse con gli scafisti». Da Mosca, dove è intervenuto in conferenza stampa affrontando il tema dei rapporti bilaterali fra i due paesi. Inevitabili le domande sul caso di Pozzallo e dello sbarco di 450 migranti, che saranno 'ricollocati' in diversi Paesi Ue. Ed è in questo scenario che, secondo il vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, da Mosca in conferenza stampa, «dobbiamo cambiare la normativa e rendere i porti libici sicuri». Per Salvini «c'è una ipocrisia di fondo in Europa, in base alla quale si danno soldi ai libici, si forniscono le motovedette e si addestra la Guardia costiera ma poi si ritiene la Libia non sicuro. È un bipolarismo europeo che va superato» ha aggiunto. 

L'obiettivo di Salvini: fermare 'i Soros'
Guardando all'Europa, «l'obiettivo è fondare un'alleanza di popoli liberi» per le elezioni del prossimo anno. «In Commissione europea si rimetta al centro il tema del lavoro, dello sviluppo, della crescita, del benessere e della felicità» ha aggiunto, per poi precisare che sarebbe «l'esatto contrario di quello che l'alleanza tra socialisti e popolari ha mal garantito in questi anni. Accordo tra movimenti politici liberi, non a libro paga dei Soros di turno, che mettano al centro il benessere di 500 milioni di cittadini europei, non di qualche banchiere o speculatore di qualche multinazionale. Penso che sia un progetto che potrà essere maggioritario alle elezioni dell'anno prossimo».

Per le Ong divieto d'attracco in Italia
Quindi, il passaggio sulle Organizzazioni non governative e sul ruolo che secondo il ministro dell'Interno giocano nella partita delle migrazioni. «Dalla Spagna ci sono due barche di Ong, che stanno rientrando in acque libiche, in attesa di esseri umani ed è evidente la complicità con il business dello scafismo». Ebbene, «queste navi non attraccheranno in Italia». Lo scontro era nell'aria. Nei giorni scorsi Msf si era detta pronta, quando servirà, a tornare in alto mare. E lo stesso ha fatto ieri la Open Arms, sfidando direttamente il Viminale: «Astral, in missione di osservazione, torna nella zona di salvataggio - hanno annunciato gli spagnoli guidati da Oscar Camps - anche se l'Italia chiude i porti, non può mettere porte al mare. Navighiamo verso quel posto dove non ci sono clandestini o delinquenti, solo vite umane in pericolo. E troppe morti sul fondo». 

Le sanzioni contro la Russia e quel «non usciremo dall'Euro»
Inevitabile un passaggio sul tema delle sanzioni alla Russia. Con una premessa: «Prima del presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte in Russia verrà il ministro degli Esteri, quindi non voglio togliere togliere il lavoro ad altri ma la mia linea di principio generale è che le sanzioni non risolvono» le crisi. Sulla possibilità di un veto italiano sulle sanzioni europee alla Russia «non escludo nulla, andiamo lì con la buona volontà e sono sicuro che non ci sarà bisogno di veto». Una cosa è certa: «Noi vogliamo convincere con le buone maniere, con l'arte delle democrazia, dei numeri e delle evidenze», ha aggiunto il vicepremier. E se il veto italiano sulle sanzioni europee alla Russia è una extrema ratio, «non si parte preannunciando veti che possono essere la soluzione finale». In chiusura, una secca risposta a chi gli ha chiesto se uno degli obiettivi del nuovo govero sia quello di uscire dall'Euro: «L'uscita dall'euro non è nei programmi del governo» anche se l'euro comunque resta «una moneta senza popolo e banca che non ha precedenti nella storia dell'uomo», ha aggiunto, «ma dobbiamo lavorare in questa realtà con gli strumenti in nostro possesso, rivedendo alcuni trattati come quello sul bail in».