21 ottobre 2018
Aggiornato 17:00

«Ospiteresti un profugo a casa tua?». Il 90% dei vip (di sinistra) dice no

L’inchiesta de "Il Tempo" svela le risposte dei vip solidali con i migranti. Da Gad Lerner a Linus, le scuse accampate più strampalate
Gad Lerner, Linus e Marco D'Amore
Gad Lerner, Linus e Marco D'Amore (ANSA/FLAVIO LO SCALZO - ANSA/MOURAD BALTI TOUATI - ANSA/ANGELO CARCONI)

ROMA - Vip imbarazzati di fronte alla domanda secca del Tempo, che ha tentato un esperimento sociale chiedendo a tanti volti noti dello showbiz, di facciata indignati per la gestione dei migranti da parte del governo giallo-verde, come si comporterebbero di fronte a una richiesta di aiuto. I giornalisti si sono finti volontari della Ong International Open Blue Sea e hanno avvicinato intellettuali, scrittori, politici e personaggi della tv a cui hanno chiesto la disponibilità ad accogliere almeno un immigrato in difficoltà, per un breve periodo, come gesto di solidarietà per una grande campagna di sensibilizzazione. Il risultato? Il 90 per cento dei personaggi, che solitamente invitano gli italiani ad esser aperti, si è detto non disponibile ad accoglierli.  

Da Gad Lerner a Linus, solo belle parole...
«Tra gli intellettuali, i politici e gli uomini dello spettacolo interpellati che ci hanno risposto – racconta il giornalista Alessandro Migliaccio - solo in quattro hanno detto sì, spiegando di essere disposti ad accogliere un immigrato. Tutti gli altri hanno preso tempo o accampato scuse di vario genere o declinato subito l’invito». I cordiali «no grazie» sono stati accompagnati da giustificazioni più o meno articolate. C’è chi ha detto di vivere in una casa troppo piccola e chi si è lanciato in veri e propri monologhi che descrivevano i tanti problemi dell’Italia. Insomma, tante chiacchiere per addolcire la pillola del secco rifiuto alla nostra proposta solidale», evidenzia il giornalista del quotidiano romano. Gad Lerner - racconta Migliaccio - non ci ha risposto dando la colpa al treno, dicendo di non sentire bene anche se i problemi alla conversazione si sono manifestati soltanto nel momento in cui avrebbe dovuto risponderci con un ‘sì’ o un ‘no’. Linus di Radio Deejay figura tra i firmatari dell’appello di Rolling Stone contro la politica di Salvini sui migranti, eppure dopo aver ascoltato con attenzione la nostra proposta di mandargli a casa un immigrato per qualche mese, ha preferito attaccarci il telefono in faccia per poi non risponderci più («Siccome lo faccio di mestiere capisco che è uno scherzo e riattacco" si è poi giustificato il direttore di Radio Deejay).

Quelli che avevano firmato l'appello di Rolling Stone
Tra i più agguerriti firmatari dell’appello di Rolling Stone, Marco D’Amore, il celebre attore di Gomorra, ha spiegato di ricevere due miliardi di proposte simili a questa in un anno solare chiedendoci casomai di contattare suo fratello per poi valutare la nostra proposta, ed il conduttore televisivo Costantino Della Gherardesca, che pure ha preso tempo dicendo di essere impegnato all’estero. Lo stesso direttore della rivista Rolling Stone, Massimo Coppola "non ci è parso molto disponibile - sottolinea Migliaccio - e ha rimandato il tutto a futuri scambi di e-mail ma ha precisato che se andiamo in edicola ed acquistassimo la rivista che dirige, ci accorgeremmo che lui sta già facendo molto per i migranti»
. David Parenzo ha detto di essere impegnato con il lavoro alla radio e lo stilista Ennio Capasa, inizialmente favorevole, messo di fronte alla reale possibilità di dover ospitare un profugo a casa sua "ha iniziato a farfugliare, per poi rinviare il discorso all’anno prossimo, dal momento che quest’anno è troppo impegnato all’estero col lavoro».

Il fronte della sinistra radical-chic
Il senatore Nicola Latorre si è detto contrario. La cosa che più lo preoccupa sembra il rischio di lasciare in casa degli estranei, specie quando lui è fuori. Il deputato Emanuele Fiano «ha declinato la richiesta solidale spiegandoci di non potere per motivi logistici». Problemi di spazio anche per Esterino Montino, costretto a sua volta a negare la propria disponibilità. Stessa risposta, leggermente più articolata, dall’ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano, che «racconta di avere una casa relativamente piccola e che negli spazi liberi ci sono i suoi scatoloni per cui lo spazio per l’immigrato non c’è». Casa troppo stretta anche per la senatrice Valeria Fedeli. Diversi i dubbi sollevati dalla piddina Alessandra Moretti: dipende dalla sua presenza a Vicenza, dai tempi e dalla disponibilità dei suoi familiari. Causa problemi familiari anche Piero Fassino è stato costretto a dire «no» alla proposta, come anche il deputato Giuseppe Fioroni. Il filosofo, accademico e politico, Massimo Cacciari rifiuta invece l’ipotesi di accogliere un immigrato spiegando di non aver intenzione di ospitare nella propria casa una persona sconosciuta, ancor meno senza una qualche forma di controllo.

Le scuse dei vip della tv 
Il comico Dario Vergassola replica con una battuta: «Non posso ospitare un migrante perché la mia casa è già piena di parenti». L’attore Leo Gullotta, che capisce e sostiene l’iniziativa, taglia corto dicendo che non può accogliere uno dei migranti a causa dei lavori in casa e della presenza degli operai, ma quando gli chiediamo se magari tra un mese o due la sua casa sarà libera, replica che i lavori saranno lunghi. La lista degli attori e registi impossibilitati è lunghissima. Massimo Ghini è impegnato sul set, ma per il futuro chissà. Il conduttore televisivo e attore Paolo Ruffini a sorpresa «urla che non gli interessa minimamente la campagna per la sensibilizzazione sul tema dei migranti». Ultimo, nella categoria attori e registi, c’è poi il no di Gabriele Lavia. Anche in questo caso l’abitazione «è troppo piccola e non offre la possibilità di accogliere un profugo». Sorprende anche il secco no del conduttore televisivo Giancarlo Magalli, che proprio pochi mesi fa condannò tutti quelli che diffidano dei migranti, spiega tuttavia il perché di quel suo no: «La mia casa è grande come estensione ma ha poche camere, manca la camera per gli ospiti».

I (pochi) sì
​​​​​​​Nonostante i tantissimi no, anche qualche sì, come quello di Stefano Fassina, che ha chiesto gli venisse inviata una email con tutte le informazioni necessarie per avviare la pratica, lo scrittore Erri De Luca, che ha chiesto del tempo così da poter descrivere l’importante progetto alla propria famiglia, la giornalista e conduttrice televisiva Daria Bignardi, che definisce la proposta come un’idea magnifica; e Paolo Cento, coordinatore di Sel nel Lazio, che ha offerto la propria disponibilità ma dopo aver analizzato tutti gli aspetti legali.