Italia | Emergenza sbarchi

Accoglienza, che disastro: il 92% dei 35 euro va ai privati, non ai migranti

Ecco quanto costa, davvero, l'accoglienza migranti. E come vengono spesi i soldi (dati ufficiali di In Migrazione)

Una foto scattata all'interno del centro di accoglienza migranti di Conetta
Una foto scattata all'interno del centro di accoglienza migranti di Conetta (ANSA/ PER GENTILE CONCESSIONE DI NICOLA FRATOIANNI)

ROMA - Accoglienza, che disastro. Sono soltanto 16 i bandi di gara indetti dalle Prefetture per l'apertura e la gestione dei Centri di Accoglienza Straordinaria (Cas) che raggiungono la sufficienza, mentre ben 64 risultano carenti e 21 molto carenti. Gare d'appalto che mediamente sono caratterizzate da forti ritardi burocratici nell'espletamento di tutte le procedure: si sono riscontrati complessivamente più di 5.000 giorni di ritardo tra la data prevista di avvio dei servizi e l'aggiudicazione delle gare d'appalto, con una media nazionale di ritardo per Prefettura di quasi due mesi. Ritardi che pesano sulle casse dello Stato e che rendono troppo spesso necessarie proroghe tecniche delle passate aggiudicazioni. Una situazione rilevata sui bandi di gara per l'apertura dei 178.338 posti per ospitare richiedenti asilo nei Cas in tutta Italia, che rappresentano oltre il 90% della complessiva capacità della "prima accoglienza".

I più carenti e più virtuosi
Non mancano però esempi estremamente virtuosi e in controtendenza, che dimostrano concretamente come la "prima accoglienza" possa essere efficace e di qualità. Sul podio della ricerca i bandi delle Prefetture di Rieti, Siena e Ravenna, premiati durante la conferenza stampa, che dovrebbero rappresentare un punto di partenza nell'impellente necessità di disegnare in Italia una "Straordinaria accoglienza». A Cosenza, Crotone e Firenze invece i bandi più carenti. Sono questi alcuni dei dati inediti presentati a Roma da "In Migrazione" con il primo rapporto sui Centri di Accoglienza Straordinaria attivati dalle Prefetture sul territorio nazionale.

180mila posti, ma...
Con "Straordinaria Accoglienza", In Migrazione ha passato al setaccio tutti i bandi che le Prefetture hanno pubblicato per l'apertura e la gestione Cas. La ricerca, affermano gli estensori della ricerca, non fornisce una valutazione sulle Prefetture o sul loro operato, ma si limita ad analizzare e valutare le gare di appalto indette dalle stesse per "l'affidamento dei servizi di accoglienza e dei servizi connessi ai cittadini stranieri richiedenti asilo presso strutture temporanee». In tutta Italia sono stati complessivamente messi a bando dalle Prefetture quasi 180 mila posti nei Centri di Accoglienza Straordinaria. Se in termini assoluti a ospitare più richiedenti asilo nei Cas sono la Lombardia (27.131 posti messi a bando), la Campania (17.500) e il Lazio (16.449), in rapporto ai residenti queste Regioni ospitano appena 3 richiedenti ogni 1.000 residenti.

Il problema delle strutture e della qualità del servizio
Una delle principali criticità evidenziate nella ricerca sono proprio le dimensioni delle strutture. Soltanto in poco più di 1 gara di appalto su 4 viene stabilito un limite inferiore ai 60 ospiti per centro di accoglienza. Nel 68% dei casi, invece viene data la possibilità di aprire Centri con una capacità ricettiva tra gli 80 e i 300 utenti (in alcuni casi anche superiore). Anche sulla quantità e la qualità dei servizi alla persona e per l'integrazione nei bandi di gara pubblicati dalle Prefetture si evidenzia un'altra forte carenza: oltre il 60% non raggiunge la sufficienza su questo aspetto. Sono in particolare l'orientamento e il supporto legale per la domanda di protezione internazionale (negativa valutazione in 89 bandi su 101), l'insegnamento dell'italiano L2 e la mediazione linguistica e culturale, i servizi su cui è stata rilevata una maggiore e preoccupante carenza. Carente, anche se sensibilmente migliore, la situazione per i servizi connessi al lavoro, al volontariato e alla positiva gestione del tempo (solo il 49% positivo) e i servizi di assistenza psicologica e sociale (57% negativo).

Il 92% dei 35 euro va ai privati
Infine sui discussi fondi pubblici assegnati all'assistenza per i migranti la ricerca di "In Migrazione" mette in rilievo come "contrariamente a ciò che ancora troppo spesso si crede, dei 35 euro di 'pro die' pro capite medio per l'accoglienza straordinaria dei richiedenti asilo, soltanto 2,50 euro vanno direttamente alle persone accolte (che comunque spendono sul territorio per soddisfare le prime basilari necessità)». Il restante, ovvero oltre il 92% del finanziamento, viene usato dal privato che gestisce i Centri di Accoglienza Straordinaria. Fondi pubblici che vengono spesi per l'accoglienza che, se di qualità, ritornano alla comunità ospitante.