21 ottobre 2019
Aggiornato 23:00

Di Battista il nostalgico: «Cosa mi manca dell'Italia? Luigi Di Maio»

L'ormai ex esponente del M5s, oggi 'reporter' dalle Americhe, si confessa in un'intervista per il settimanale Oggi

MESSICO - «Cosa mi manca dell'Italia? Gli amici storici che, dopo la mia elezione in Parlamento, hanno continuato a trattarmi come prima. Mi mancano i colleghi parlamentari dei Cinque Stelle che stanno facendo un lavoro bellissimo. E poi mi manca molto Luigi...Lo considero uno dei miei migliori amici». Alessandro Di Battista in un'intervista a Pierluigi Diaco per il settimanale Oggi parla per la prima volta in una'intervista del suo viaggio in America, della sua famiglia ma anche della situazione politica. A chi ironizza sul suo viaggio, un'assenza fisica ma non dalla battaglia politica, dice: «Non me ne curo. Il bello della Rete è che ognuno può dire quello che pensa. Già nel 2014 avevo detto che non mi sarei ricandidato e che sarei tornato a fare il mio lavoro. Non ho mai detto che avrei smesso di esprimere le mie opinioni sui social? Dopo anni in prima linea, ho maturato un po' di pelo sullo stomaco. Quando si fa un mestiere pubblico, si mettono in conto le critiche».

«Sull'immigrazione la sinistra ha un atteggiamento borghese»

Su come il governo stia affrontando il problema delle migrazioni dice a Oggi: «Ho combattuto per la legalità nel Mar Mediterraneo e ritengo che finora non vi sia stato il rispetto delle regole». La sinistra «ha un atteggiamento profondamente borghese. Fingono di non sapere che l'immigrazione e l'accoglienza possono essere un problema reale per i cittadini. Certo, per quelli che vivono nei quartieri alti delle grandi città è più difficile accorgersene. Bisogna studiare bene le cause che portano migliaia di uomini, donne e bambini a lasciare i loro Paesi d'origine, le loro case e i loro affetti per cercare il riscatto in Europa».

«Però 'pacchia' e 'crociera' sono termini che non mi piacciono»

Alla domanda se userebbe i termini 'pacchia' e 'crociera' usati da Matteo Salvini risponde: «Non appartengono al mio vocabolario. Detto questo, voglio anche aggiungere una cosa: il 90% del sistema mediatico si concentra quasi esclusivamente sull'immigrazione. È una strategia per provare a far credere ai cittadini che il Movimento 5 Stelle non si stia occupando di altro. E invece, Luigi Di Maio come ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico sta facendo atti importanti e inediti. Tutto questo mi fa credere che per un certo tipo di establishment il Movimento sia un nemico più forte della Lega».