16 ottobre 2019
Aggiornato 14:00
Politica

Ecco la delibera sui vitalizi, «primo passo contro i privilegi»: si risparmieranno 40 milioni

Il presidente della Camera, Roberto Fico: «Voto entro luglio, tagli dal 40 al 60 percento». Si stima un risparmio di 200 milioni a legislatura

Il presidente della Camera Roberto Fico e il vicepremier Luigi Di Maio
Il presidente della Camera Roberto Fico e il vicepremier Luigi Di Maio ANSA

ROMA - «Si è appena concluso l'Ufficio di Presidenza in cui ho illustrato la delibera sui vitalizi». Il presidente della Camera, Roberto Fico, su Facebook spiega che «la proposta che ho presentato prevede il ricalcolo secondo il metodo contributivo dell'attuale sistema di assegni erogati dalla Camera agli ex parlamentari. Parliamo di 1338 vitalizi che saranno tagliati: per la maggioranza dei casi dal 40 al 60 percento». Per costruire questa proposta «abbiamo collaborato con Inps e Istat, in modo da definire il ricalcolo secondo il metodo contributivo nel modo più preciso: gli ex parlamentari riceveranno quanto hanno versato. In questo modo eliminiamo un'ingiustizia. Non solo, dal ricalcolo dei vitalizi potremo risparmiare circa 40 milioni di euro all'anno. Significa 200 milioni di euro a legislatura».

Delibera incardinata, voto entro luglio
Con la riunione di oggi la delibera è stata incardinata. Si procederà adesso all'esame da parte dei membri dell'ufficio di presidenza che potranno presentare proposte di modifica entro il prossimo 5 luglio. «Poi si passerà alla votazione» spiega Roberto Fico. «Questo è un ulteriore passo per il superamento definitivo dei privilegi. Un lavoro che continueremo a portare avanti anche su altri temi qui a Montecitorio e su cui vi aggiornerò costantemente». Inoltre è stato previsto un tetto massimo anche per gli assegni di reversibilità. L'ammontare del vitalizio infatti, si legge nel testo della proposta presentata oggi dal presidente Fico in ufficio di presidenza «non può comunque superare l'importo dell'assegno vitalizio, diretto o di reversibilità, o della quota di assegno vitalizio del trattamento previdenziale pro rata, diretto o di reversibilità, previsto per ciascun deputato dal Regolamento in vigore alla data dell'inizio del mandato parlamentare».

Tetto minimo fissato a 980 euro
Nella delibera c'è anche un tetto minimo fissato a 980 euro al mese: «L'ammontare degli assegni vitalizi rideterminati ai sensi della presente deliberazione non può comunque essere inferiore all'importo determinato moltiplicando il montante contributivo individuale maturato da un deputato che abbia svolto il mandato parlamentare nella sola XVII legislatura, rivalutato ai sensi del successivo articolo 2, per il coefficiente di trasformazione corrispondente all'età anagrafica di 65 anni vigente alla data del 31 ottobre 2018». Si evitano anche i tagli superiori al 50 per cento: «Nel caso in cui, a seguito della rideterminazione operata ai sensi della presente deliberazione, l'ammontare degli assegni risulti ridotto in misura superiore al 50 per cento rispetto all'importo dell'assegno previsto per ciascun deputato dal Regolamento in vigore alla data dell'inizio del mandato parlamentare, l'ammontare minimo determinato è aumentato della metà».