19 ottobre 2021
Aggiornato 04:30
Immigrazione

Sì all'accoglienza dei migranti, ma solo se lavorano gratis per l'Italia

Il 79 percento degli italiani in cambio dell'accoglienza 'chiede' di far lavorare gratuitamente gli immigrati in attività di pubblica utilità

ROMA - Accoglienza dei migranti? Ok, ma in cambio devono lavorare gratuitamente in attività di pubblica utilità. Per otto italiani su 10, il 79 percento, è disposto in questo caso a dare un 'rifugio' ai migranti, anche se solo per un periodo limitato di tempo: è quanto emerge dall'indagine Ue.Coop/Ixè presentata all'assemblea elettiva nazionale dell'Unione Europea delle Cooperative 'Un'altra cooperazione'. Secondo l'analisi di Ue.Coop il fattore determinate nello scatenare l'ostilità degli italiani nei confronti degli immigrati è proprio il fatto di essere assistiti senza lavorare che infastidisce ben il 30% dei cittadini prima della paura per la delinquenza (29%), mentre non si riscontrano discriminazioni razziali con solo il 4% che dice di essere preoccupato perché sono diversi e ben il 26% che non si ritiene per nulla disturbato dalla loro presenza.

Per integrarsi? Gli immigrati devono lavorare
Il lavoro appare nei risultati dell'indagini come la leva principale dell'integrazione con molteplici attività di pubblica utilità ritenute necessarie per compensare l'aiuto ricevuto con il vitto e alloggio nell'accoglienza. Nell'ordine, a giudizio degli italiani, potrebbe essere utile impiegare il lavoro degli immigrati accolti nella cura del verde pubblico (57%), la pulizia delle strade (54%), l'agricoltura (36%), la tutela del patrimonio pubblico (30%), la cura degli anziani (23%), secondo l'indagine Ue.Coop/Ixè. Analogamente, due terzi dei cittadini vedono con favore l'ipotesi di tirocini gratuiti, predefiniti nel tempo, in aziende private nell'ottica di 'imparare un mestiere'.

Coinvolgere gli immigrati nel recupero dei borghi abbandonati
Più di 1 italiano su 2 sarebbe inoltre favorevole a coinvolgere gli immigrati nel recupero dei piccoli borghi abbandonati e per combattere lo spopolamento dei territori. L'83% dei cittadini - precisa Ue.Coop - ritiene peraltro che gli immigrati, durante la loro permanenza in Italia, dovrebbero frequentare obbligatoriamente un corso di lingua italiana durante la fase di accoglienza. E, in occasione del Consiglio Europeo, il 71% degli intervistati ritiene che l'Italia sia in credito con l'Europa sulla questione migranti, mentre sull'atteggiamento da adottare nei confronti degli sbarchi gli italiani si dividono con il 46% che ritiene che i barconi dovrebbero essere respinti impedendo loro di raggiungere le coste italiane mentre gli altri non sono d'accordo.

Solo due italiani su dieci favorevoli all'accoglienza (e basta)
Diffuso è invece il disappunto rispetto all'attuale forma di gestione dell'immigrazione con appena il 33% degli italiani che giudica positivamente l'operato delle cooperative di accoglienza e ben il 60% che ritieni opportuno distribuire i nuovi arrivati sul territorio nazionale in strutture di piccole o medie dimensioni, con un sistema di ospitalità diffuso piuttosto che in grandi strutture concentrate (come vorrebbe il 32%) per l'identificazione, per le procedure di protezione internazionale, richiesta asilo o l'eventuale espulsione. Sono probabilmente queste inefficienze ad amplificare la dimensione del problema immigrazione in Italia e a determinare l'atteggiamento rispetto alla strategia da adottare che vede 2 italiani su 10 favorevoli all'accoglienza tout court, un altro 20% incline a rifiutare decisamente ulteriori presenze e una quota prevalente (il 56%) che - conclude Ue.Coop - opta per un indirizzo misto: accettazione di una quota prefissata e respingimento o redistribuzione in Europa degli altri.