21 luglio 2019
Aggiornato 18:30
Immigrazione

Immigrazione, l'ira Di Battista: «Il futuro degli africani è in Africa»

Per l'ex parlamentare dell'M5s «è da borghesi stare dalla parte dell'immigazione incontrollata». E manda un messaggio ai ministri 5 stelle

Alessandro Di Battista
Alessandro Di Battista ANSA

ROMA - «Non considerare i disagi dati dall'immigrazione senza alcun controllo è un atteggiamento profondamente 'borghese'. E infatti gli sponsor di questa nuova tratta di schiavi abitano per lo più i quartieri alti delle città». Non usa mezzi termine, e non considera minimamente il politiamente corretto che non lo ha mai contraddistinto, Alessandro Di Battista per difendere - su Facebook dall'America - l'operato del governo Lega-Movimento 5 stelle sul fronte dell'immigrazione. «Lorsignori» continua Di Battista «si scandalizzano facilmente, amano il politicamente corretto, si riempiono la bocca di parole quali 'tolleranza', 'apertura', 'sopportazione' ma poi, quando si trovano il problema in casa - come avvenne a Capalbio qualche tempo fa - diventano intolleranti e ipocriti». Obiettivo dell'duro attacco dell'ex parlamentare del Movimento 5 stelle è l'intero dibattito che si è generato in Italia sul tema dell'immigrazione da quando si è insediato il governo Conte e, soprattutto, da quando al Viminale è salito Matteo Salvini: «Trovo fuorviante incentrare tutto il dibattito politico esclusivamente sul tema dell'immigrazione. Questo sta facendo tirare un sospiro di sollievo a un mucchio di persone. Parlo dei colletti bianchi che delinquono, dei politici corrotti, di banchieri senza scrupoli, dei ras delle cliniche private, di criminali vari. Costoro gongolano nel vedere tutta questa attenzione concentrata su un solo tema. Costoro gioiscono nel constatare in Italia l'esistenza di una guerra tra poveri che non fa altro che alimentare il loro potere».

«L'Europa deve cambiare»
La voce di Alessandro Di Battista sembra quella di Matteo Salvini, segno che i rapporti anche a livello di idee tra Lega e Movimento 5 stelle sono più che mai vicini: «Trovo sacrosanto fare la voce grossa affinché l'Europa si assuma le proprie responsabilità allo stesso tempo la voce grossa va fatta contro i responsabili degli squilibri sociali nel nostro paese: e non sono gli immigrati! L'ho sempre detto: il futuro degli africani è l'Africa. Il problema è che i soggetti che succhiano le risorse africane rendendo impossibile lo sviluppo autonomo del continente continuano farlo. Anche loro vanno fermati oltre ai trafficanti di morte. Come? Intervenendo sulle cause che spingono le persone ad abbandonare la loro casa»

Gli stumenti per far si che «il futuro degli africani sia in Africa»
Di Battista passa poi alle richieste, partendo dal rispetto dell'articolo 11 della Costituzione - L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali - : «Pretendo che si smetta una volta per tutte di vendere armi ai paesi in conflitto; pretendo norme più dure per colpire la corruzione internazionale (multinazionali, anche italiane, che ungono le classi dirigenti africane per accaparrarsi risorse che appartengono ai popoli). Pretendo un piano di aiuti europeo per l'Africa senza precedenti. E pretendo controlli su questi aiuti perché spesso la cooperazione allo sviluppo si trasforma in 'sviluppo della cooperazione'».

Il messaggio ai ministri del Movimento
«Dai ministri del Movimento 5 Stelle - spiega Di Battista - pretendo un atteggiamento di lotta ancora più ostinato. Quello che sta dimostrando Luigi (Di Maio, ndr) tra l'altro, il quale combatte sempre come un leone. Occuparsi dei sintomi dell'immigrazione è inutile se non si interviene sulle cause e le cause delle ingiustizie, in Africa come in Italia, sono spesso molto simili. Chi fugge da un villaggio congolese per mancanza di prospettive non è poi così diverso da chi fugge dall'Italia per provare a costruirsi un futuro altrove. Io trovo inaccettabile la fuga di entrambi e voglio intervenire sulle cause di tale fuga!
Il capolavoro del 'sistema' è spingere i cittadini a dichiararsi guerra tra loro piuttosto che dichiarare guerra ai responsabili delle sopraffazioni»
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