20 giugno 2021
Aggiornato 15:00
Governo

Accordo Lega-M5s, la rabbia di Bruxelles per lo stop alla Tav Torino-Lione

Nell'accordo tra Salvini e Di Maio c'è la sospensione dei lavori e la revisione del progetto. L'Ue: «Gli impegni vanno rispettati»

ROMA - Sospensione dei lavori per l’alta velocità Torino-Lione e revisione del progetto. «Con riguardo alla Linea ad Alta Velocità Torino-Lione, nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia, ci impegniamo a sospendere i lavori esecutivi e ridiscuterne integralmente il progetto». Basta questa frase, un punto programmatico dell'accordo di governo tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio, per far scoppiare il caos. Eppure che il Movimento 5 stelle fosse una forza politica espressamente «no Tav» non è notizia dell'ultimo momento. Così come non c'è da stupirsi se l'impegno di ridiscutere «integralmente» il progetto della Torino-Lione sia stato messo all'interno dell'accordo con la Lega Nord. Ma, come sempre accade, un conto sono gli slogan elettorali - e le manifestazioni contro le grandi opere - un altro è prendere carta e penna per mettere nero su bianco uno degli obiettivi del nuovo governo. Inevitabile, quindi, che a Bruxelles siano saltati immediatamente sulla sedia: «Il governo italiano nel 2014 ha firmato impegni chiari per completare tutti e 9 i corridoi delle reti transeuropee di trasporto (TenT)», inclusa la Tav Torino-Lione, ha spiegato la commissaria europea ai Trasporti, Violeta Bulc interpellata durante una conferenza stampa a Bruxelles. Ora «Aspettiamo di vedere cosa proporranno e poi agiremo in base al regolamento esistente, tenendo naturalmente conto dei loro argomenti, ma basandoci anche sugli impegni precedenti presi dal governo italiano». Se non è una minaccia, poco ci manca. 

Il centrodestra si spacca anche sulla Tav
Il problema, spostandoci sulla politica interna, non è quindi il fatto che quel punto sia nel programma, ma che sia stato condiviso da Matteo Salvini, leader della Lega Nord. Per questo da Forza Italia gridano al tradimento: « Lo stop al cantiere Tav in Val di Susa, previsto nel contratto sottoscritto di Movimento Cinque Stelle, sarebbe un fatto gravissimo per il Piemonte» ha spiegato il capogruppo di Forza Italia in Regione Piemonte, Andrea Fluttero. «Lanciamo un appello a Matteo Salvini affinché faccia stralciare il punto dal contratto di Governo prima che questo diventi definitivo». Perché il problema potrebbe spostarsi a livello locale: non a caso maggioranze fino a oggi chiare e nette - di centrodestra - in queste ore stanno cominciando a vacillare. «In Regione insieme alla Lega abbiamo sempre avversato ogni tentativo di bloccare un'opera così importante. È indispensabile che anche a livello nazionale il nostro storico alleato continui a mantenere questa posizione. Qualsiasi altra scelta costituisce un danno enorme per l'economia e lo sviluppo del Piemonte, una già fortemente penalizzata dalla crisi economica e dai governi di centrosinistra».

I problemi, secondo Forza Italia, di uno stop alla Tav
«Tra i tanti problemi che genererebbe il blocco della Tav in Piemonte ne segnalo tre. Da un lato ci sono i finanziamenti già stanziati e liquidati in tutti questi anni che diventerebbero un gigantesco caso di spreco di soldi pubblici. In secondo luogo quest'opera per il 40% riceve investimenti europei che verrebbero persi con un evidente danno per il tessuto produttivo piemontese. Infine, e penso sia la situazione più grave, questa scelta renderebbe del tutto marginale la nostra regione e il nostro Paese sia nei confronti dell'Ovest e dell'Est Europa», ha spiegato il senatore Gilberto Pichetto, coordinatore regionale di Forza Italia in Piemonte, chiedendo alla Lega «di impegnarsi a mantenere, con il ripristino della Tav, ciò che era previsto nel programma del centrodestra presentato a livello nazionale».