26 settembre 2018
Aggiornato 14:00

Orfini: «Su ponte Osa chiederemo consiglio comunale straordinario»

Il Presidente del Partito Democratico: «Il Sindaco Raggi vada come me a parlare con i cittadini»
Il Sindaco di Roma, Virginia Raggi
Il Sindaco di Roma, Virginia Raggi (ANSA)

ROMA - «Il 5 aprile il manto stradale del ponte Osa, punto cruciale per un intero quadrante, ha ceduto: al suo posto una buca di oltre 2 metri di diametro. Ad oggi, 4 maggio, un mese dopo, è ancora tutto così, fermo, immobile. Siamo nel Sesto municipio, con interi quartieri completamente isolati tra di loro e con il resto della città, e con la chiusura del traffico che sta creando enormi disagi ai cittadini e alle attività commerciali che rischiano di pagare questo prolungato e assurdo isolamento». A scriverlo su Facebook è Matteo Orfini, presidente del Pd.

«Che quel ponte versasse in condizioni pessime e che prima o poi avrebbe ceduto, era cosa ben nota: al Municipio, al Campidoglio, ai tecnici, a tutti. Ma nessuno ha fatto nulla. Dopo il crollo l'immobilismo è continuato: nessuno ha prospettato una soluzione concreta, si inseguono ipotesi che comunque prevedono mesi di blocchi. L'amministrazione comunale non vuole ricorrere a un intervento in somma urgenza. Una scelta inspiegabile. Sono stato tra i primi a denunciare l'abuso dello strumento della somma urgenza fatto in passato anche dalla nostra amministrazione. Ma in questo caso l'intervento sarebbe assolutamente legittimo e opportuno. E invece no, si preferisce abbandonare i cittadini, sequestrarli nel loro quartiere e far finta di niente. Perché ovviamente né Virginia Raggi né i suoi collaboratori si sono visti da quelle parti», aggiunge.

«Come nessuno li ha visti a pochi km da lì, a Tor Bella Monaca, dove nelle case del Comune sono settimane che c'è un ascensore rotto e cittadini diversamente abili che in quelle case vivono, sono bloccati, impossibilitati a uscire. E nessuno fa niente. A Virginia Raggi chiedo di trovare mezz'ora per venire di persona in questi luoghi a parlare con i cittadini. Io l'ho fatto oggi, come lo faccio da anni. Perché - spiega - i problemi delle periferie non vanno evocati solo nei comizi, vanno vissuti e conosciuti. Ma soprattutto vanno affrontati e risolti. Certo il rischio di prendere qualche critica c'è, ma un sindaco non dovrebbe mai avere paura del confronto con i cittadini che l'hanno eletto», continua Orfini.

«In ogni caso il Pd romano e il gruppo capitolino chiederanno che su queste vicende si svolga un consiglio straordinario aperto alla cittadinanza, ai comitati di quartiere, alle associazioni del territorio. Perché abbiamo il dovere di dare una risposta immediata al disagio di quei cittadini», conclude Orfini.