14 novembre 2018
Aggiornato 16:30

Berlusconi contro Di Maio evoca gli espropri proletari. Salvini spera ancora in un governo con M5s

Berlusconi difende le sue aziende dagli attacchi di Di Maio. Il leader della Lega non chiude ancora ai grillini
Matteo Salvini con Silvio Berlusconi
Matteo Salvini con Silvio Berlusconi (Alessandro Di Meo | ANSA)

ROMA - Almeno su una cosa sono d’accordo: nessuno dei tre vede di buon occhio (né per la verità lo considera davvero fattibile) un governo tra Pd e M5s. Ma tra i leader del centrodestra, che non sono riusciti nemmeno a trovare l’intesa per chiudere insieme la campagna elettorale in Friuli Venezia Giulia, le distanze su come affrontare lo stallo politico restano. E lo dimostrano anche oggi, con le rispettive prese di posizione. Salvini e Berlusconi continuano ad avere un atteggiamento opposto nei confronti dei pentastellati. E il problema non è soltanto quello di fare o meno un esecutivo insieme, visto che Luigi Di Maio, al termine dell’incontro esplorativo con il presidente della Camera Roberto Fico, pronuncia le due parole che fanno suonare l’allarme dalle parti del Cav e delle sue aziende: conflitto di interessi. «Penso ad esempio – dice il capo pentastellato – al fatto che Berlusconi usando le sue tv continua a mandare velate minacce a Salvini».

Berlusconi: «Roba da esproprio proletario anni '70»
«Il linguaggio di Di Maio – replica il leader azzurro durante il suo tour elettorale – è preoccupante, si vuole toccare un avversario politico nella sua attività privata e sul patrimonio», roba «da esproprio proletario anni 70, è un pericolo per la democrazia e la libertà». Berlusconi ‘difende’ Mediaset. «Non c’è possibilità – afferma – che una tv commerciale prenda partito perché eliminerebbe dalla sua audience tutti gli altri. Escludo che i miei collaboratori possano lanciare dei messaggi di parte. Anzi, io mi lamento di come siano generosi sempre con tutti e meno con noi, anche se non voglio sia una tv partigiana».

Un nuovo governo di coalizione
Nella Lega, tuttavia, la ‘minaccia’ di Di Maio viene paradossalmente letta come un fattore che in realtà potrebbe agevolare la nascita di un governo giallo-verde. Perché, è il ragionamento, pur di non avere un esecutivo contrario pronto a mettere mani al conflitto di interessi, l’ex premier preferirebbe fare un passo di lato – magari dando il via libera a un appoggio esterno – in cambio di un atteggiamento più soft verso le sue aziende. Per il momento, però, da Forza Italia negano decisamente questa possibilità. «Escludo che Salvini faccia un governo con il Movimento 5 Stelle. Noi non lo accetteremo mai», assicura Berlusconi. Che continua a pensare che la strada giusta sia quella di un governo di coalizione che vada a chiedere i voti alle Camere. «Il centrodestra – spiega – dovrebbe presentarsi al governo con un programma da approvare nei primi 100 giorni e trovare il sostegno dei voti in Parlamento. Penso che alcuni potrebbero anche votare con l’astensione, che farebbe calare il numero di voti per raggiungere la maggioranza».

Salvini spera ancora
Una strada che però non piace a Salvini, che accusa M5s e Pd di tenere in «ostaggio» l’Italia, gli uni per «ambizione», gli altri per le loro «liti». La sua porta per Di Maio resta però aperta. «Ancora per qualche giorno – sostiene – andrà avanti la telenovela Renzi-Di Maio, speriamo che non duri troppo», quando «avranno finito il loro amoreggiamento, se gli andasse male, cosa che penso, io ci sono». Contro l’ipotesi di un esecutivo demo-stellato si schiera anche la leader di Fdi, Giorgia Meloni. «Se c’è una cosa che gli italiani hanno detto con chiarezza – osserva – è che non vogliono il Pd al governo. Per cui se tu fai questo giro e riporti il Pd al governo, sei impazzito».