24 settembre 2018
Aggiornato 01:30

Chef Rubio al DiariodelWeb.it: «L'invasione degli stranieri? Problema irreale»

Il noto cuoco e personaggio televisivo, testimonial di Amnesty International, ci dice la sua sull'Italia post-elezioni: «Siamo in un nuovo Medioevo»

ROMAChef Rubio, testimonial di Amnesty International anche per il 2018, avete appena presentato il vostro nuovo rapporto sulle discriminazioni. Ti chiedo, nell'Italia del post-elezioni, secondo te si sono fatti dei passi avanti o indietro su questo tema?
Sono abbastanza sicuro di poter dire che siamo in un nuovo Medioevo. L'umanità è pari a zero ed è stata fatta una campagna elettorale su problematiche montate e irreali, come l'invasione dello straniero. Questo ci riporta ad eventi passati, dimostra quanto la storia sia ciclica. È stato semplicemente un escamotage per tirare acqua al proprio mulino. Aspettiamo e vediamo cosa accadrà, ma non mi aspetto sviluppi che ci riportino all'unità, non solo nazionale ma anche umana.

Quindi secondo te questi temi sono stati soltanto strumentalizzati dalle forze politiche?
Credo che tutti gli italiani che hanno un po' di sale in zucca abbiano percepito questo tipo di strategia. Speriamo che chiunque salga al governo possa correggere il tiro, far vedere che sono necessari dei passi in avanti e che non si debba tornare indietro nel tempo, almeno a sessant'anni fa.

Ti ha preoccupato l'esito di queste elezioni?
No, perché continuo a fare quello che faccio. A prescindere dal partito politico che prende il potere, secondo me è il lavoro dal basso che deve dare la scossa. E io continuo a lanciare i miei messaggi di speranza e di integrazione, sperando che vengano colti e che tante persone note possano farli loro e divulgare il verbo.

A proposito di migrazioni, un tema di cui ti sei occupato molto spesso, negli ultimi giorni è tornato di attualità con la vicenda di Bardonecchia. Che sensazioni ti hanno provocato queste notizie?
Nel 1992-93, quando arrivarono a Brindisi gli albanesi dopo la fine del comunismo, ero ragazzino. Adesso rivedo la stessa situazione: magari con foto o numeri differenti, ma resta la mancanza di accettazione delle difficoltà. Gli italiani possono pensare che queste non dipendano da noi, ma non è così: se continuiamo a vendere mine antiuomo o armi, e poi fingiamo che le guerre che distruggono il mondo non ci interessino o non ci riguardino, ci stiamo solamente prendendo in giro.

Tu usi spesso i social network in maniera provocatoria, anche non disdegnando polemiche con personaggi molto in vista. Pensi che anche questi modelli per i giovani stiano dando un contributo sbagliato su questi argomenti?
Assolutamente sì. Non fare niente significa sbagliare: e questo riguarda chiunque si tira indietro e non parla delle problematiche che toccano tutti, a prescindere che si tratti di un cantante, di un cuoco, di un attore o di un calciatore. Se finiremo in un mondo peggiore, sarà peggio per tutti. Invito tutti i volti noti a muoversi sempre per lottare a 360 gradi, e non solo riguardo il proprio orticello.