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Bardonecchia, il ministro francese minimizza: nessun attentato alla sovranità italiana

Il ministro dei Conti pubblici francesi con delega per le dogane Gerald Darmanin verrà in Italia per ricucire

Il ministro dei Conti pubblici francesi con delega per le dogane Gerald Darmanin
Il ministro dei Conti pubblici francesi con delega per le dogane Gerald Darmanin (Henri Szwarc/ABACAPRESS.COM)

PARIGI - «L’Italia è una nazione sorella: non si è in alcun modo trattato di attentare alla sua sovranità. Io stesso verrò lunedì 16 aprile, perché la nostra cooperazione transfrontaliera continui con fiducia reciproca». Lo ha scritto su Twitter il ministro dei Conti pubblici francesi con delega per le dogane Gerald Darmanin rilanciando la sua intervista rilasciata oggi al Corriere della Sera. «Siamo dispiaciuti per il malinteso di Bardonecchia. Se serve, siamo pronti a rivedere le intese» con l’Italia, ha detto il più giovane ministro di Macron nell’intervista, annunciando una visita in Italia, «un segno di distensione, di riconoscimento, rispetto e amicizia verso il Paese fratello». A Bardonecchia si è trattato «di un incidente increscioso, nato da un malinteso tra i doganieri francesi e le ferrovie italiane sull’uso del locale nella stazione di Bardonecchia».

Un "malinteso"
Il ministro ha cercato di spiegare che «in base alle informazioni a nostra disposizione, sappiamo che una squadra ferroviaria delle dogane francesi ha effettuato un controllo su un cittadino nigeriano residente in Italia, nell’ambito della lotta al traffico di stupefacenti. Si trattava di un controllo doganale di routine ma le condizioni nelle quali si è effettuato sono state percepite, dall’altra parte delle Alpi, come un’offesa alla sovranità italiana e questo ha suscitato una grande emozione». E ancora: «Ho chiesto al direttore generale delle dogane francesi di andare già questa settimana in Italia. Io stesso verrò poco dopo, lunedì 16 aprile, perché la nostra cooperazione transfrontaliera continui in modo efficace e con fiducia reciproca».

La versione francese
L’incidente di Bardonecchia non ha nulla a che fare con la politica migratoria – precisa però il ministro – Il controllo effettuato dai doganieri francesi mirava esclusivamente alla lotta al traffico di stupefacenti. La presenza di una ONG di aiuto ai migranti nel locale ha provocato una confusione "che non aveva motivo di essere", dice. La circolazione delle persone attraverso la nostra frontiera comune è "d’altronde una questione importante. La Francia e l’Italia cooperano in maniera stretta per evitare drammi. I ministri degli Interni sono in contatto permanente su questo punto».