12 aprile 2021
Aggiornato 20:30
Suicidio assistito

Dj Fabo, il Governo sceglie di difendere la legge contro l'aiuto al suicidio

Il Governo in Corte Costituzionale difenderà il divieto del codice penale risalente agli anni 30 che norma il reato di cui è imputato Cappato

ROMA - Il Governo ha deciso di far costituire l’avvocatura dello Stato nell’incidente di costituzionalità sollevato dalla Corte d’Assise di Milano nel processo a carico di Marco Cappato per aiuto al suicidio a Dj Fabo. Il Governo in Corte Costituzionale difenderà infatti il divieto del codice penale risalente agli anni 30 che norma il reato di cui è imputato Cappato. E’ dunque andato a vuoto l’appello di un gruppo di giuristi sottoscritto da 15.000 italiani e promosso dall’ Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica lanciato poco più di 10 giorni per chiedere al Governo di non intervenire a difesa del reato e dunque di non dare mandato all’avvocatura di Stato di costituirsi in tale procedimento.

Decisione politica
«Prendo atto- ha affermato in una dichiarazione l’avv. Filomena Gallo coordinatore del collegio di difesa di Marco Cappato e segretario Associazione Luca Coscioni – della decisione del Governo Gentiloni di costituirsi in Corte costituzionale nel procedimento sollevato dalla Corte di Assise di Milano nell’ambito processo a Marco Cappato per la morte di Fabiano Antoniani. La scelta del Governo è, oltre che del tutto legittima, anche pienamente politica, visto che l’Esecutivo avrebbe potuto altrettanto legittimamente agire in senso opposto e raccogliere l’appello lanciato da giuristi come Paolo Veronesi, Emilio Dolcini, Nerina Boschiero, Ernesto Bettinelli e sottoscritto da 15.000 cittadini, che chiedevano al Governo italiano di non intervenire a difesa della costituzionalità di quel reato, e dunque di non dare mandato all’ Avvocatura di Stato di costituirsi in tale procedimento».

"Vogliamo far prevalere i principi di libertà"
«Prendo anche atto – ha proseguito- della richiesta di costituzione in giudizio di una serie di organizzazioni e gruppi che sempre si sono distinti per aver avversato in ogni modo il riconoscimento del diritto alla libertà e responsabilità individuale fino alla fine della vita. Per quanto riguarda Marco Cappato, il suo collegio di difesa che coordino e l’Associazione Luca Coscioni, il nostro obiettivo non cambia: vogliamo far prevalere, contro la lettera del codice penale del 1930, i principi di libertà e autodeterminazione riconosciuti dalla Costituzione italiana e dalla Convezione europea dei diritti umani, nella convinzione che Fabiano Antoniani avesse diritto a ottenere in Italia il tipo di assistenza che -a proprio rischio e pericolo- ha dovuto andare a cercare all’estero con l’aiuto di Marco Cappato».

Mina Welby: grave passo indietro dell'Italia sui diritti
"La decisione del Governo sul caso Cappato credo sia un grave passo indietro dell'Italia sul fronte dei diritti. Una persona che si trova nelle stesse condizioni di Dj Fabo ha diritto di chiedere di andarsene. Per questo l'articolo 580 del codice penale oggi e in questi determinati casi non ha più senso di esistere». Lo ha detto all'Agi Mina Welby, commentando la decisione del governo di costituirsi davanti alla Corte Costituzionale nel procedimento sollevato dalla Corte di Assise di Milano sulla costituzionalità della legge (varata negli anni '30) che punisce l'aiuto al suicidio, al termine del processo a Marco Cappato per la morte di Fabiano Antoniani, noto come Dj Fabo. - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/dj-fabo-governo-si-costituisce-davanti-alla-consulta-a778a9b1-05af-4295-bf3d-a6ac6d270c6f.html