28 ottobre 2020
Aggiornato 06:00
Parlamento

Vicepresidenze, eletti Taverna, La Russa, Calderoli, Rossomando. Al Pd neppure un questore

Ma anche Fratelli d'Italia ha chiesto il rispetto dei patti

ROMA - Giochi fatti al Senato per l'elezione dei componenti dell'ufficio di presidenza. Alla fine i vice presidenti sono: Roberto Calderoli della Lega, Paola Taverna per il M5s, Ignazio La Russa per Fratelli d'Italia e Anna Rossomando, orlandiana del Pd. Eletti anche i questori: Laura Bottici per i grillini, Antonio De Poli (Udc) e Paolo Arrigoni (Lega). E i nuovi 8 segretari (che pure lasciano a bocca asciytta i dem) : Paolo Tosato e Tiziana Nisini della Lega; Francesco Giro e Vincenzo Carbone di Forza Italia; Michela Montevecchi, Sergio Puglia e Giuseppe Pisani e Gianluca Castaldi del MooVimento Cinque Stelle.

Una giornata di tensione
L'esito arriva tuttavia al termine di una giornata di tensione, soprattutto sull'asse dem-M5s. Tensione che potrebbe ripetersi anche domani quando lo stesso tipo di votazione si ripeterà alla Camera. A dare fuoco alle polveri in mattinata è una dichiarazione del capogruppo pentastellato, Danilo Toninelli. "Noi - afferma - abbiamo i numeri per votare due vicepresidenti, quattro segretari e un questore». Di fatto, un messaggio minatorio al Pd, che avrebbe così rischiato di non incassare nessuna carica nell'ufficio di presidenza, a parte il rappreasentante di diritto. "Continuando così sarà guerra totale, altroché dialogo", la replica dal Nazareno.

Strategie
Alla fine i grillini annunciano che voteranno soltanto per la loro candidata, consentendo al Pd di eleggere la Rossomando con i soli loro voti. I dem avrebbero però voluto anche un questore, ma il centrodestra ha deciso di utilizzare entrambe le preferenze a disposizione per ottenere due elezioni. D'altra parte, come ha più volte ribadito Matteo Salvini, la Lega ha lavorato perché tutti fossero "equamente rappresentati" ma di passi indietro "ne abbiamo già fatti 32" e inoltre "una forza come il Pd, dopo aver perso le elezioni, non può venirsi a imporre".

E alla Camera...
Chiusa la pratica Senato, si apre però quella della Camera. Dove si registra ancora una tensione dem-pentastellati. I grillini, infatti, chiedono di poter avere un vicepresidente anche se esprimono già il numero uno di Montecitorio. Anche il Pd, però, chiede per sé quella carica (il nome sarebbe quello di Ettore Rosato). In questo schema, tuttavia, si inserisce anche Fratelli d'Italia che rivendica la stessa poltrona (per Edmondo Cirielli), o in alternativa, almeno quella di questore. Considerando che alla Camera anche Forza Italia (con Mara Carfagna) e la Lega (con Raffaele Volpi) chiedono un posto da vice presidente, ci si ritrova di fatto con 5 'pretendenti' per 4 poltrone. Il punto è che i 5stelle vogliono avere la maggioranza relativa in ufficio di presidenza per condurre la battaglia su vitalizi e, per fare questo, hanno bisogno di avere un vice e un questore, nonostante esprimano un presidente. Ironizza Matteo Renzi: "E' in atto il grande gioco della democrazia, quando lo facevamo noi si chiamava 'spartizione di potere' mentre ora si chiama 'espressione della volontà popolare'. 'Espressione della volontà popolare' is the new 'spartizione dei poteri'".