17 agosto 2018
Aggiornato 07:00

Eventi a Genova, 5 cose da fare giovedì 15 febbraio

Musica, spettacolo e cultura. Ecco cosa vi attende in città ed una piccola guida per non perdere gli appuntamenti migliori
Genova, 5 cose da fare giovedì 15 febbraio
Genova, 5 cose da fare giovedì 15 febbraio (ANSA)

GENOVA – Novità musicali, spettacoli e libri. Ecco qualche consiglio per non lasciarsi sfuggire i momenti più interessanti della serata genovese.

Cantautori
Giovedì 15 febbraio, il giovane cantautore ligure Gioacchino Costa sale sul palco della Sala Bozzo di Bogliasco con l'album solista «Sottopelle-Sottoterra». La prima stagione di Teatringio, per la rassegna di giovedì musicali GioveinMì, prenderà il via con la voce ligure di Gioacchino Costa. La Sala Bozzo di Bogliasco (Genova), ospiterà il giovane cantautore che presenterà il suo nuovo album dal titolo «Sottopelle-Sottoterra», un mondo tra il folk e la musica d’autore in cui Costa si lascia affascinare dalle letture blues e dalle melodie delle ballad americane. Un lavoro in cui racconta i cosiddetti mali moderni che nascono dal confronto tra una società semplice, terrena, con quella attuale. Un universo in cui si insinua il concetto di «affollata solitudine» per dirla alla Pessoa. «Sottopelle-Sottoterra» è un disco cantautorale ricco di contaminazioni - prodotto dalla Orange Home Records di Raffaele Abbate - che attraversa la scuola genovese ma con un bagaglio di ascolti disparati, che è stato presentato in anteprima al Teatro Cantero di Chiavari registrando un inaspettato sold out. In quell’occasione a salire sul palco con Costa, tra gli altri, il chitarrista Armando Corsi, incontro importante per la carriera del giovane autore. In GioveinMì alla Sala Bozzo (Largo A. Skrjabin), Gioacchino Costa verrà accompagnato da Marco Cravero alla chitarra elettrica, Francesco Olivieri al basso e Gianka Gilardi alla batteria. La rassegna è stata promossa dalla Pro Loco Bogliasco con il patrocinio del Comune.

Mudimbi a Genova
Mudimbi dal Festival di Sanremo alla Libreria Feltrinelli di Genova. Appuntamento giovedì 15 febbraio, alle 15, con il rapper 31enne, che incontra i fan dopo la performance a Sanremo nella sezione Nuove proposte e firma le copie del suo ultimo album. Di origini italo-congolesi, nato e cresciuto a San Benedetto Del Tronto, Mudimbi inizia a fare rap nel 2000. Nel 2014 il primo EP M, con 5 tracce di diversi generi musicali. Nel 2017 il primo album ufficiale Michel Scelto tra i finalisti di "Sarà Sanremo", è in gara tra le Nuove Proposte con Il Mago, un brano che parla dell'importanza di reagire alle negatività e sfortune del quotidiano, a prendere le cose con leggerezza provando a mescolare le carte in tavola proprio come fa un mago.

A teatro
«Milite Ignoto Quindicidiciotto». Una babele di dialetti, piccole storie che raccontano uno dei sanguinosi conflitti della storia moderna: Milite Ignoto conferma il talento creativo e interpretativo di Mario Perrotta. Appuntamento al Teatro Duse di Genova il 15 e 16 febbraio. È una delle voci più originali e impegnate della nuova scena. Mario Perrotta, tra le numerose creazioni, nel suo percorso ha raccontato l’epopea dei migranti italiani; ha reso un ampio omaggio al genio del pittore Ligabue; ha realizzato un articolatissimo progetto scenico e sociale, titolato Versoterra – a chi viene dal mare, sulle tracce della migrazione in Puglia, coinvolgendo oltre novanta tra artisti, attori, musicisti, danzatori e tecnici. In occasione del centenario del primo conflitto bellico, con immediatezza e aguzza consapevolezza, Perrotta ha dato voce e corpo alle migliaia di soldati bloccati nel fango e nella miseria delle trincee italiane.

Spettacolo
Al Teatro Archivolto, un omaggio appassionato a uno dei padri del cinema: arriva a teatro il sogno fantastico e magico di Georges Méliès. Continua e si rinnova la vivace collaborazione tra il Teatro Stabile di Genova e la Comédie de Caen. Dopo la bella edizione di Demoni di Lars Norén, torna il regista e attore Marcial Di Fonzo Bo, assieme a Élise Vigier, con uno spettacolo creato a partire dalle opere di Georges Méliès. Omaggiato non troppo tempo fa dal film Hugo Cabret di Martin Scorsese, il genio di Méliès è un punto di riferimento obbligato per i cinephiles di tutto il mondo.
Chi non ricorda la splendida immagine della Luna colpita nell’occhio da un missile? Un fotogramma entrato nell’immaginario collettivo, il colpo da maestro di un artista-artigiano considerato uno dei pionieri del cinema. Al centro del racconto scenico è proprio il momento di creazione di Le voyage dans la lune: le prove, l’elaborazione del set, l’allestimento, le magie. Proprio come lo spettacolo, il film prenderà corpo sotto gli occhi degli spettatori: e sarà un viaggio non solo tra le stelle, ma nell’intimità, nel carattere, nei pensieri e nella vita di Méliès. Seguendo fedelmente gli scritti, le interviste, i saggi elaborati da Georges Méliès, il lavoro è una appassionata riflessione su cosa possa far nascere un’opera d’arte e mostra, con commovente ironia, la meraviglia e la fantasia che trasformano un’idea in uno spettacolo. Svelando quanta forza debba avere un sogno (magari a occhi aperti) per superare ostacoli, difficoltà, crisi e diventare finalmente magia. Al cinema come a teatro.

Libri
Giovedì 15 febbraio, alle 18, l'autrice genovese Leyla Ziliotto presenta il suo romanzo d'esordio «Mia madre mi odia» (Tabula Fati, 2017) alla Libreria Coop del Porto Antico di Genova. «Mia madre mi odia. Quando, a circa sedici anni, ho avuto coscienza di questa amara realtà, in qualche modo ho capito che tutta la mia vita sarebbe stata spesa ad inseguirne il perché. Una prospettiva che non mi piace e alla quale, tuttavia, non potrei sfuggire. Questa è la ragione principale che mi ha spinto a scrivere la storia della mia vita». Nel Settentrione d’Italia di fine anni Ottanta, un matrimonio misto. L’educato figlio di una famiglia piccolo borghese e un’avvenente, misteriosa nordafricana convolano a giuste nozze, ponendo così le premesse per una famiglia. Tuttavia, la nascita dei figli pone subito il dilemma della scelta: quanta italianità e quanta africanità sarà loro consentita? Dipendesse dalla madre, in una gara assurda fra culture e dispute famigliari, il trofeo spetterebbe al retaggio africano, ma ha fatto male i conti. L’anaffettività, il narcisismo e il continuo sprezzo per l’italianità in tutte le sue forme congelano a tal punto il rapporto con la figlia, da far credere a quest’ultima di essere in costante pericolo e spingerla a cercare rifugio presso i nonni paterni, nel nido confortevole che la protegge dalle tempeste quotidiane di casa. In un crescendo di dispetti crudeli, inganni e falsità, l’adolescenza della protagonista procede a scatti, fra inceppi e ostacoli. Quella che è nata come una sensazione priva di contorni certi prende corpo e si mostra nella sua forma peggiore: un incubo lucido, una precarietà costante.