27 novembre 2020
Aggiornato 18:30
Appuntamenti

Eventi a Genova, ecco cosa da fare mercoledì 7 febbraio

Cultura, musica, spettacolo e molto altro. Ecco cosa vi attende in città ed una piccola guida per non perdere gli appuntamenti migliori

GENOVA – Poesia, teatro, concerti e tanto altro. Ecco qualche consiglio per non lasciarsi sfuggire i momenti più interessanti della serata genovese.

Poesia
«Stasera eravamo liberi»: tornano a Genova le poesie di Paolo Agrati. Appuntamento mercoledì 7 febbraio, dalle 21.30, quando sarà accompagnato dal chitarrista Alberto Pirovano. Il poeta milanese si esibirà all’Antica Vetreria del Molo. Durante lo spettacolo, come sempre, si potranno consumare le specialità che hanno reso celebre l'Antica Vetreria del Molo, come l'ottima focaccia al formaggio. Ingresso libero. Paolo Agrati, con il suo «Stasera eravamo liberi», uno spettacolo di parole e musica, caratterizzato da un'equilibrata alternanza tra momenti ironici, polemici e spudoratamente romantici.

Spettacolo
Oltre un secolo di irriverenza e di storia genovese, la Compagnia Goliardica Baistrocchi torna al Politeama con il suo nuovo spettacolo. Appuntamento al Politeama Genovese, dal 7 all'11 febbraio , con «W la Bai!». Fondata nel 1913 da Mario Baistrocchi, tenente-studente di Giurisprudenza caduto nella Prima Guerra Mondiale, la Bai, formata da studenti ed ex-studenti dell’Università degli studi di Genova – scelti con appositi casting – è stata attiva quasi annualmente portando in scena spettacoli tutti al maschile, in puro spirito goliardico, che strizzano l’occhio alla realtà locale con incursioni nell’attualità di più ampia portata. Il finale, come da tradizione, vede sempre il «corpo di ballo» esibirsi in uno scatenato can-can, con guepière d’ordinanza. La compagnia è stata «laboratorio di formazione» per alcuni professionisti affermati del mondo dello spettacolo, come Popi Perani, Enzo Tortora e Paolo Villaggio, e dal 1958 in poi, per molti anni, le musiche portano la firma di Umberto Bindi.

A teatro
Chi salva una vita salva il mondo intero. Questo passo del Talmud racchiude l’essenza della vicenda straordinaria di Giorgio Perlasca, la cui impresa è rimasta nascosta per moltissimi anni. Appuntamento mercoledì 7 e giovedì 8 febbraio con «Perlasca», spettacolo in scena al Teatro Modena di Genova (Sala Mercato). Un commerciante comasco di carni, di trentaquattro anni, ricercato dalle SS come tutti coloro che hanno rifiutato di aderire alla Repubblica di Salò, si trova a Budapest nel 1944. Fingendosi ambasciatore spagnolo, riesce, rischiando la vita, a salvare più di cinquemila ebrei. Poi torna in Italia e continua la sua vita di sempre, senza parlare con nessuno della sua vicenda. Solo nel 1988 qualcuno lo scoprirà e il mondo verrà a conoscenza della sua impresa. Nessun riflettore si è mai acceso su questa storia, né Giorgio Perlasca ha mai pensato di essere un eroe. La ragione di tutto questo non sta nel suo atto eroico, ma nel modo in cui egli l’ha sempre inteso: come un gesto della vita quotidiana. La storia di Giorgio Perlasca tanto surreale quanto verissima, è quella di un eroe inconsapevole. Il suo gesto, fatto con spontaneità, quasi banale, (La banalità del bene è il libro in cui Enrico Deaglio racconta la vicenda) è un emblema universale della natura umana: le nostre scelte raccontano chi siamo. Ed è per questo che la sua storia va conosciuta e trasmessa alle generazioni più giovani.

Filosofia
Chi ha mai visto un desiderio, un pensiero o un’intenzione? Il visibile e l’invisibile: se il movimento svela l’intenzione è il titolo dell'incontro con Cristina Becchio a Palazzo Ducale, in programma mercoledì 7 febbraio, alle 17.45, nella Sala del Maggior Consiglio. Questo appuntamento filosofico, che parte da Cartesio, all'interno della rassegna La scienza condivisa 2018, a cura di Alberto Diaspro.