22 settembre 2020
Aggiornato 15:00
Appuntamenti

Eventi a Genova, 6 cose da fare giovedì 1 febbraio

Comicità, spettacolo, musica e arte. Ecco cosa vi attende in città ed una piccola guida per non perdere gli appuntamenti migliori

GENOVA – Dagli spettacoli comici, al teatro sperimentale, dai concerti, alle mostre. Ecco qualche consiglio per non lasciarsi sfuggire i momenti più interessanti della serata genovese.

Comicità
Alessandro Bianchi, Pippo Lamberti, Maurizio Lastrico, Antonio Ornano, Enzo Paci e Michelangelo Pulci sono i protagonisti di Puntata Zero. La direzione artistica è di Pippo Lamberti, mentre la regia di Luca Bizzarri. Appuntamento dall'1 al 3 febbraio, al Teatro Politeama Genovese. Dopo il sold out della passata stagione, torna Puntata Zero. Cinque comici, un musicista, un regista, sette autori. Un viaggio attraverso la comicità degli ultimi cinquant’anni, una travolgente antologia comica e musicale tra canzoni, sketches, monologhi, Settembre - Ottobre signorine buonasera, talk show e varietà.

A teatro
Giovedì 1, alle 20.30, venerdì 2 e sabato 3 febbraio alle 19, appuntamento al Teatro della Tosse con «Short skin»; testo e regia Massimiliano Cividati; con Camilla Pistorello, Marco Rizzo, Camilla Violante Sheller, Libero Stelluti e Matteo Vitanza; assistente alla regia Raffaella Bonivento; Aia Taumastica con il sostegno di Residenza Teatrale Torre dell’Acquedotto. Uno sguardo affettuoso da entomologi dell’animo su quell’età che tutti attraversiamo e che abita mondi e regole così diversi che nessun giudizio avrebbe senso, l’adolescenza. Corpi che cambiano, capelli che non vogliono essere addomesticati, appetiti insaziabili di ogni genere, attrazione, bisogni, identità, linguaggio, musica, spazi, rifiuti, rinunce, perdite, smarrimenti e … gli «Altri». Gli Altri, gli adulti, cioè coloro che pensano di dominare ancora questo pianeta. E alla fine essere capaci di sorridere, soffrire e, per un solo attimo, amare come loro. «Short skin» è un utopistico catalogo sull’energia incontrollabile e meravigliosa della giovinezza, sulla paura di dover rinunciare un giorno ad essa e sul terrore che tutto possa al contempo rimanere sempre così. Un teatro fisico e una drammaturgia contemporanea toccante, sincera e divertente, che parla forse alla pelle corta che c’è in ognuno di noi.

Conferenze
Giovedì 1 febbraio, alle 16, il Teatro del Falcone (Palazzo Reale) ospita il quinto appuntamento del ciclo di conferenze dedicato alla Lanterna di Genova, in occasione della mostra in corso «La Città della Lanterna». L'iconografia di Genova e del suo faro tra Medioevo e Presente. Simone Lerma (Association Internationale pour l'Histoire du Verre) e Alberto Saroldi (Istituto per lo Studio del Vetro e dell'Arte Vetraria) intervengono per fare luce sull'attività che i vetrai di Altare svolsero per la Lanterna di Genova. Infatti tra il XV e il XVII secolo le fornaci di Altare provvedevano alla produzione dei vetri per il fanale della Lanterna, centinaia di lastre che dovevano rispondere a rigorosi requisiti di trasparenza, dimensioni e peso, e che venivano periodicamente replicate per interventi di manutenzione e ristrutturazione. Altare, in provincia di Savona, è sin dal Medioevo un importante centro vetrario, specializzato nella produzione di oggetti in vetro soffiato lavorato a mano, d'uso comune e industriale, e la sua storia è conservata e tramandata dal Museo dell'Arte Vetraria Altarese. Nel corso dei secoli i maestri vetrai di Altare hanno portato l'arte vetraria nel mondo e le loro migrazioni sono considerate emblematiche per le attività ad altissima specializzazione. Da Genova e dall'entroterra genovese giungono le prime testimonianze della loro presenza in Liguria, a partire dalla fine del XIII secolo. Alcuni di loro da Genova partirono per aprire fornaci nelle colonie genovesi. nel Mar Nero, a Caffa nella penisola di Crimea, e nel Mediterraneo, a Candia sull'isola di Creta, rendendosi protagonisti delle prime migrazioni dei vetrai di Altare al di fuori della penisola.

Musica e teatro
Giovedì 1 febbraio alle 17.30, nella Sala del Munizioniere di Palazzo Ducale, Art Commission nell'ambito della decima edizione della rassegna «Segrete. Tracce di Memoria», presenta «Scalpiccii sotto i platani», l'eccidio di Sant'Anna di Stazzema. Monologo di e con Elisabetta Salvatorie Matteo Caramelli al violino. Sant'Anna di Stazzema, in Versilia, nell'estate del 1944 era un piccolo centro sulle Alpi Apuane, dove molti sfollati avevano trovato rifugio per scampare agli orrori della guerra. Un sabato mattina, in quel luogo protetto dalle montagne, tre colonne di nazisti guidati dai fascisti versiliesi, irrompono nel paese con brutalità inaudita: 560 persone vengono uccise in poco meno di tre ore, soprattutto donne e bambini. Un racconto vibrante e commovente, scritto ed interpretato da Elisabetta Savatori con estrema sensibilità e profondo rispetto, un intenso lavoro di teatro civile che l'attrice versiliese porta da anni per i teatri e le piazze italiane, accompagnata dal violino di Matteo Ceramelli, per ricordare i bambini, le donne e gli anziani vittime di questa tragedia. 

Libri
Nuovo appuntamento all'interno del ciclo «Incontri letterari vista mare», che si tengono al Dinghy Snipe Club di Genova Sturla. Giovedì 1 febbraio, alle 18.30, è la volta di Ilaria Scarioni, che presenterà «Quello che mi manca per essere intera» (Edizione Mondadori). Introduce Paola Sansone. Ilaria Scarioni, milanese d'origine, vive e lavora a Genova. «Quello che mi manca per essere intera» è il suo primo romanzo. Corpo incompiuto, difettoso, sbagliato. Bianca è questo: nata con una patologia congenita che le ha deformato le mani e i piedi, fino all'adolescenza ha trascorso molto tempo all'Istituto Gaslini di Genova, l'ospedale dei bambini, dove è stata sottoposta a innumerevoli interventi. I suoi ricordi d'infanzia hanno il colore del mare incorniciato dalle finestre della sala gessi e l'odore di cloroformio, collodio e patatine gommose. Adesso Bianca ha trent'anni e ha scelto di fare il medico, però il suo camice non è immacolato come quello dei dottori che l'hanno curata, è macchiato, stropicciato, non riflette il dolore come uno scudo ma lo assorbe. Le cicatrici che le ricamano la pelle le hanno marchiato l'anima, e anche l'amore appassionato di Cesare, che fa sentire Bianca viva come non mai, non le basta per non sentirsi diversa, diversa e sbagliata.

Mostre
Giovedì 1 febbraio, alle 18, in Sala Dogana a Palazzo Ducale, inaugura la mostra «Corporea», progetto espositivo di Ludovica Virginia Roncallo a cura di Elena Guarnieri. La mostra rimarrà poi al Ducale fino a domenica 18 febbraio, visitabile da martedì a domenica dalle 15 alle 20. «Corporea» è un viaggio attraverso la memoria, la traccia di corpi che hanno indicato un’azione, un passaggio, un tempo passato che ci viene restituito e del quale resta un segno sbiadito. È la traccia del nostro motus perpetuo, della metamorfosi e della lotta affermazione-negazione. Le opere proposte sono la restituzione di un processo connesso ai luoghi, alla memoria e al legame indissolubile che unisce un corpo ad un luogo e al tempo. Attraverso l’impiego di materiali di recupero e industriali e all’utilizzo di svariate tecniche che vanno dalla fotografia all’incisione, passando per la pittura, ci si addentra in un insieme di immagini, frutto del deterioramento di corpi, che si rivelano attraverso l’indagine e la percezione intima di chi li osserva. In una sorta di trasfigurazione che da concreta e tangibile muta in una forma più astratta e impalpabile.