4 giugno 2020
Aggiornato 17:00
Centrodestra

Ruby ter fa tremare Berlusconi: ecco perché potrebbe costargli la candidabilità alle prossime elezioni

L'ex premier è imputato di corruzione in atti giudiziari e una nuova condanna potrebbe costargli la riabilitazione politica

Il presidente azzurro Silvio Berlusconi a 'Che tempo che fa'
Il presidente azzurro Silvio Berlusconi a 'Che tempo che fa' ANSA

ROMA – Il caso Ruby ter potrebbe costare a Silvio Berlusconi la possibilità di candidarsi alle prossime elezioni politiche. Da Siena, infatti, arriva un rinvio a giudizio che sta dando diversi grattacapi al leader di Forza Italia. Sulla testa del presidente azzurro pende la spada di Damocle di Strasburgo, perché i giudici della Corte europea dei diritti dell'uomo devono decidere sulla sua incandidabilità e un'altra condanna potrebbe compromettere definitivamente la partita berlusconiana. Non solo. Vale la pena ricordare che per superare l'impasse della Legge Severino, Berlusconi ha solo due strade: la sentenza a suo favore dei giudici di Strasburgo (che però potrebbe non arrivare in tempo per le prossime elezioni italiane) oppure la riabilitazione.

La candidatura di Berlusconi è a rischio
La riabilitazione, però, prevede che il condannato abbia tenuto una buona condotta negli anni dell'espiazione. Quindi non deve aver commesso altri reati. Ecco allora che un nuovo processo per il caso Ruby ter potrebbe avere conseguenze nefaste. A decidere sarà il Tribunale di sorveglianza di Milano che dovrà verificare se i vari procedimenti sulle presunte corruzioni di testimoni da parte dell'ex Cav possano influire negativamente sulla sua riabilitazione. In particolare, il filone di inchiesta senese nasce dallo «spezzettamento» del procedimento deciso nell'aprile 2016 dal gup di Milano, Laura Marchiondelli, per ragioni di competenza territoriale.

Arcore, il bunga bunga e le accuse di corruzione
In pratica, il giudice milanese stralcio dal troncone principali gli atti di indagine sulla posizione di sei indagati e li trasferì insieme quella dell'ex Cavaliere alle procure ritenute competenti nello svolgere indagini su episodi corruttivi che si sarebbero consumati dentro i confini del loro distretto giudiziario. Il rinvio a giudizio della Procura di Siena di oggi riguarda nello specifico un pagamento, di natura corruttiva secondo l'accusa, che sarebbe stato effettuato nel territorio di competenza della Procura di Siena a favore di Mariano Apicella, pianista di Arcore, ospite fisso delle serate del bunga bunga e poi testimone nel processo sul sex gate di Villa San Martino. Secondo l'accusa, per affermare il falso e negare il vero, il musicista avrebbe incassato 117 mila euro in bonifici da tremila euro al mese giustificati come rimborsi spesa. L’avvocato Federico Cecconi, che a Siena assiste Berlusconi, è certo che «quanto prima arriveremo a una sentenza di assoluzione». Ma intanto l'ex Cav ha di che preoccuparsi.


 

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