Ius soli

La «teoria» di Minniti: con lo ius soli niente più terroristi

Il titolare del Viminale Marco Minniti torna sul tema caldo dello ius soli, che a suo avviso va necessariamente approvato entro fine legislatura. Anche perché, a suo avviso, alla lunga limiterà gli episodi di radicalizzazione

Il ministro dell'Interno Marco Minniti
Il ministro dell'Interno Marco Minniti (ANSA/GIORGIO BENVENUTI)

ROMA - La legge su Ius soli e culturae va approvata «entro questa legislatura, anche senza correzioni». Lo ha detto il ministro degli Interni, rispondendo alle domande del quotidiano Avvenire in un forum in redazione. «Lo dico con nettezza: credo che si debba fare di tutto per approvarla, anche così com'è, in questa legislatura. Più difficile sarebbe correggerla perché si accorcerebbero i tempi parlamentari per approvarla», afferma auspicando che «la maggioranza resti unita. Tuttavia, una questione di principio così rilevante, su cui io mi sento personalmente impegnato, interpella il Parlamento e la coscienza di ogni singolo parlamentare. La Costituzione, proprio per lasciare libertà su temi alti come questo, non prevede il vincolo di mandato. E io ritengo che su questo disegno di legge ognuno, come gruppo politico e individualmente, debba assumersi le proprie responsabilità».

Ius soli, sicurezza e integrazione
«In più - prosegue Minniti - lo ius soli ha a che fare col tema dell'integrazione». «Chi si integra bene, difficilmente aderirà ai proclami dei terroristi", insiste il ministro, che spiega come quello dello ius soli sia «un terreno vitale per i prossimi 15 anni. E potrà avere rilessi positivi nel contrasto al terrorismo di matrice integralista». Proprio sul pericolo di attacchi nel nostro Paese, Minniti sottolinea che «il quadro della minaccia in Italia rimane alto. Non possiamo sottovalutare nulla». Il responsabile del Viminale spiega che il suo obiettivo è «andare verso il superamento dei grandi centri d'accoglienza, superare Isola Capo Rizzuto, superare Mineo, per passare a strutture piccole e meglio gestibili». Proprio con questo obiettivo ha firmato un «protocollo con l'Anac».

La richiesta all'Ue: più fondi
Minniti si rivolge però anche all'Europa, a cui chiede un aumento di fondi per la riduzione dei flussi migratori dal continente africano: «Se, per governare i flussi sulla rotta balcanica, l'Ue ha deciso di stringere un accordo con la Turchia del presidente Erdogan, mettendo sul tavolo 3 miliardi di euro e promettendo una seconda tranche di altri 3, è lecito immaginare un impegno finanziario con un budget simile per l'Africa. E invece oggi c'è un trust fund, con poche centinaia di milioni di euro. In Libia, l'unica impresa che ha funzionato è stata quella, maledetta, del traffico di esseri umani. Per debellarla davvero, com'è giusto fare, è anche necessario pensare di offrire a tribù e milizie locali un'alternativa».